30 novembre 2012 redazione@ciociaria24.net

ILVA PATRICA rischio chiusura

Il Sindaco Denise Caprara è tornata nei giorni scorsi tra gli operai dell’Ilva di Patrica che rischia ora la chiusura definitiva qualora fosse confermata la chiusura della sede centrale a Taranto. “Un’altra azienda che chiude graverebbe pesantemente sul settore occupazionale locale, già fortemente penalizzato dalle continue crisi e dismissioni di altri siti industriali, una settantina gli operai ciociari che rischiano a breve di rimanere disoccupati e buona parte proprio residenti sul comprensorio patricano.” E’ quanto ha affermato con disappunto ed amarezza la prima cittadina di Patrica che ha ricordato che: “Occorre ringraziare tutti coloro che sin dal mese di marzo, quando è iniziato il periodo di criticità, si sono attivati per difendere i lavoratori dell’ILVA di Patrica, nello specifico Il Prefetto Soldà, l’Amministrazione Provinciale di Frosinone, il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio Abbruzzese, la Regione Lazio, Onorevoli Parlamentari ed Eurodeputati. Auspichiamo quindi che il Consiglio dei Ministri approvi il decreto legge sull’ILVA per consentire la ripresa della produzione dello stabilimento di Taranto e di conseguenza anche di Patrica, conciliando la difesa dell’occupazione, dell’ambiente e della salute. Innescando così quel meccanismo virtuoso necessario per far ripartire l’economa locale e nazionale. Io ed i miei amministratori siamo presenti e vicini agli operai ed alle loro famiglie, consapevoli della scure che si è abbattuta su di loro e sul loro futuro lavorativo. E’ comprensibile la tensione che aleggia nell’aria e si spera che si esca con un provvedimento che possa risollevare le sorti lavorative dei 20 mila lavoratori alle dipendenze degli stabilimenti Ilva dislocati su tutto il territorio compresi i settanta che lavorano proprio a Patrica. Dal canto nostro ha concluso, la battagliera Sindaco Denise Caprara, contando sui nostri mezzi e nel limite del possibile, io ed i miei Amministratori continueremo a spalleggiare ed a sostenere gli operai”.

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