29 ottobre 2014 redazione@ciociaria24.net

Il dott. Trementozzi spiega «la vera origine del contenzioso» tra medici e Asl Frosinone

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa contenente dichiarazioni del dott. Tommaso Trementozzi, segretario della ANAOO.

L’ANAAO non ci sta. E alle dure parole riportate nella bozza del piano strategico della Asl sull’alto grado di “conflittualità” all’interno dell’Azienda Sanitaria, il sindacato dei medici replica con fermezza riportando fatti storici e, pertanto, oggettivi.

E’ lo stesso segretario, Tommaso Trementozzi, a ribattere alle pesanti affermazioni della Direzione Asl. «Mi preme far conoscere, come segretario aziendale dell’ANAAO , la vera origine del contenzioso esistente tra i medici e la ASL di Frosinone, poiché ormai è di dominio pubblico la bozza del piano strategico 2014-2016 della ASL, presentato dalla Dirigenza ASL , in cui sono state scritte alcune affermazioni insostenibili o quantomeno forvianti».

Quindi il dottor Trementozzi precisa: «Mi riferisco in particolare al contenuto del paragrafo riferito al “ Personale” in cui è riportato quanto segue : “ Nell’Azienda ASL di Frosinone è presente un alto livello di disagio lavorativo con rischi di evoluzione possibile in fenomeni di burn-out e di conflittualità patologica il che comporta la scarsa condivisione degli obiettivi, fenomeni di competitività egoistica , ambiguità delle relazioni interpersonali; ciò puo spiegare in parte l’elevata quota del contenzioso sussistente tra Azienda e dipendenti “. Ebbene – osserva il dottor Trementozzi – a onor del vero la stragrande maggioranza del contenzioso di questa Azienda è da ricondurre alla mancata applicazione, negli anni, di norme del contratto nazionale, ed alla mancata chiusura della contrattazione decentrata».

Ed entrando nel particolare il segretario dell’ANAAO aggiunge: «Una parte importante è rappresentata dalla mancata attribuzione dell’incarico professionale. Il contratto nazionale della dirigenza medica e veterinaria 1998-2001, infatti, prevedeva l’attribuzione a tutti i dirigenti al momento dell’assunzione, di un incarico professionale ( linee di attività nell’ambito delle varie strutture ). Nel mese di agosto 1998 la Direzione della ASL predispose una delibera in cui venivano assegnati incarichi ad un numero esiguo di Dirigenti ; la maggior parte non ottenne nessun incarico.Tra l’altro furono assegnati incarichi di peso economico e funzionale maggiori , tipo strutture semplici e dipartimentali.

Nel 2002 l’ANAAO intraprendeva un’ azione giudiziaria nei confronti della ASL per la mancata applicazione del contratto proprio per ottenere il conferimento degli incarichi . Ebbene: nel corso degli anni successivi (e per ultimo nel 2013) si sono avute le sentenze relative al ricorso del 2002 con il riconoscimento da parte dei giudici del lavoro delle spettanze economiche non elargite dal 1998. E si badi bene: il danno derivante da tale vulnus non è stato solo economico , ma soprattutto curriculare ( abbiamo avuto infatti sentenze positive a tal merito ) ; l’assegnazione dell’incarico infatti costituisce un requisito fondamentale ( come di norma contrattuale ) per la partecipazione alla selezione per l’incarico ex art 18 ( sostituzione del primario andato in pensione )».

Ma non finisce qui. Prosegue infatti il dottor Tremetozzi: «Cosa ancora più grave è rappresentata dalla beffa, in quanto i medici, oltre ad aver atteso tutti questi anni per la mancata applicazione del contratto, hanno subìto anche il ricorso in appello della Asl. L’azienda, a questo punto, sostiene una spesa enorme ricorrendo in appello ad un mancato riconoscimento contrattuale da essa stessa però riconosciuto.

Pertanto, il disagio lavorativo a cui si fa riferimento, può essere legato e riconducibile solo allo sforzo dei medici per mandare avanti le varie strutture in carenza di personale ; mentre abbiamo avuto continuamente episodi altalenanti di chiusura e riapertura di varie strutture».

C’è poi un altro aspetto, quello della copertura assicurativa, su cui il sindacato va giù pesante: «Ricordiamo – prosegue il dottor Trementozzi – che in questa ASL non abbiamo mai avuto l’Assicurazione per i rischi professionali , tranne un breve intervallo di un anno, nel 2012. Ogni dirigente, quindi, ha dovuto sempre provvedere, a proprie spese, sia per l’assicurazione, nonché alle spese dell’avvocato per difendersi, in caso di evento avverso , e, per ultimo, alle spese del medico-legale per le perizie di parte».

Altra nota dolente è quella degli incarichi di primariato. «Dobbiamo dire – aggiunge il sindacato – che nessuna Direzione di questa ASL, che si è succeduta negli ultimi anni, ha mai richiesto deroghe per coprire con concorsi i posti vacanti dei cosiddetti vecchi “ primari “ , per cui hanno creato, loro stessi, un clima di instabilità . Per ultimo, l’attuale Dirigenza ha assegnato incarichi di “ responsabilità “ nelle varie strutture non contemplati in nessuna norma contrattuale».

Ovvie, a questo punto, le conseguenze: «Il disagio lavorativo – conclude il dottor Trementozzi – è legato anche al sovraccarico di orario di lavoro a cui devono sottoporsi i dirigenti , sfiorando in alcuni casi la sicurezza personale e del malato. Per di più il disagio lavorativo è legato anche alla mancanza di mezzi e di materiale. Tutto ciò, però, non ha mai determinato un allontanarsi da quello che è il principale obiettivo: ossia la cura del malato».

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