Il candidato David Toro (IDV): “la cultura del buongoverno è con Marzi sindaco”

David Toro insegna filosofia, è un musicista e musicologo. Ha vissuto diverso tempo a Milano, continuando a seguire, anche a distanza, le vicende della sua città natale. Per amore di questa città, in cui oggi è tornato, ha deciso per la prima volta di candidarsi. Sostenendo, all’interno della lista IDV, Domenico Marzi. “Vedo nel “politico” Marzi un uomo realmente interessato alla città che a tutti noi sta a cuore”, ha detto David. “Dall’altra parte abbiamo assistito, invece, ad una continua girandola di incarichi assegnati, revocati, maggioranze schiaccianti che in pochi anni scompaiono per dar vita a nuove alleanze secondo pratiche politiche sin troppo vecchie e lontane dalle esigenze e dai bisogni dei cittadini. A favore dell’Avvocato Marzi c’è poi un elemento determinante: egli è l’unico che può vantare risultati concreti in questa martoriata città. Mi aspetto – ha proseguito David – che metta in pratica tutto ciò che ha detto anche in questi mesi di critiche costruttive all’operato dell’attuale amministrazione e sono molto fiducioso, conoscendo il suo modo d’agire, che questo possa accadere in tempi brevi, date le sue caratteristiche di politico pragmatico, autorevole e carismatico.Mi aspetto anche che si possano riprendere progetti nati sotto la sua amministrazione (uno fra tutti, l’ampliamento del Museo Archeologico con la riqualificazione di Piazza Valchera).Vorrei che Frosinone diventasse realmente una città dove i cittadini possano passeggiare senza essere soffocati dallo smog, anche e soprattutto nel Centro storico; dove si possa andare a piedi la sera a teatro; dove si possa usare la bicicletta non solo la domenica ma anche nel resto della settimana per andare al lavoro; dove i mezzi pubblici siano usati e sfruttati non solo la mattina all’entrata e all’uscita delle scuole. Vorrei una città più verde e più sicura per tutti, soprattutto per i bambini. Se riusciremo a collegare stabilmente i parcheggi sottostanti il Palazzo dell’INPS (ancora poco utilizzati) con piazza Gramsci, otterremo diversi obiettivi, innanzitutto il miglioramento della mobilità dei cittadini, in secondo luogo un’aria molto più respirabile, infine una adeguata valorizzazione del palazzo dell’amministrazione provinciale, realizzando una piazza più “verde” e decorosa dal punto di vista urbanistico (trovo infatti deprimente che nella nostra città non si valorizzi l’esiguo patrimonio artistico-architettonico sfuggito ai danni della continua cementificazione)”. Qual è l’ambito amministrativo a cui dedicheresti tutto il tuo impegno, in caso di elezione al consiglio comunale? “Quello culturale, mi verrebbe da dire, dato il mestiere che faccio. Ma non è forse un “progetto culturale” la realizzazione del Parco fluviale del Cosa, che potrebbe ricucire finalmente le due parti della città? Non ha a che fare con la “cultura” la rivitalizzazione economico-sociale del nostro Centro storico, la protezione del nostro patrimonio archeologico, la creazione di una mappa ad esso dedicata? Non risponde a esigenze “culturali” la pianificazione di piste ciclabili, di verde attrezzato e di una mobilità sostenibile per la città? Non è “cultura” infine l’uso virtuoso e oculato delle (scarse) risorse comunali?”.

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