Furti e rapine in Ciociaria: i preoccupanti numeri di un fenomeno in crescita

Solo a Frosinone nell'ultimo mese, quattro rapine in altrettanti esercizi commerciali.

In questo articolo a firma di Raffaele Calcabrina pubblicato su Ciociaria Oggi, un dettagliato reportage su furti e rapine effettuati in provincia di Frosinone.

«In tutta la provincia di Frosinone nel 2013 ci furono 20 rapine in danno di esercizi commerciali. Nel solo capoluogo, nell’ultimo mese e mezzo, ce ne sono state quattro. Dopo l’ultimo colpo in ordine di tempo, sabato sera al Penny market di via Verdi, sale la preoccupazione. Al momento i carabinieri, che indagano sull’ultimo episodio, sembrano privilegiare la pista locale.

I rapinatori, due come negli altri colpi ai supermercati di Frosinone, parlavano italiano e sapevano come muoversi, considerato anche il fatto che sono fuggiti a piedi, secondo un copino già scritto. Oltre al Penny market, il sabato della precedente settimana era stato assaltato il Tuodì, mentre in precedenza colpi con lo stesso modus operandi si era – no registrati a inizio marzo alla Gecop di via Marittima e, a febbraio, alla Conad di piazza Paleario.

E dunque tre assalti allo Scalo e uno in pieno centro storico a distanza di 45 giorni. Secondo i dati raccolti dall’Eures per il rapporto “criminalità e sicurezza nei territori del Lazio” le rapine denunciate e scoperte a Frosinone sono passate dalle 93 del 2009 alle 113 del 2013 con una crescita in termini percentuali del 21,5%, ma anche con una contrazione del 16% nel confronto con il 2012 quando i colpi furono 129.

Tuttavia è nel 2011, con 138 delitti, che si raggiunse l’apice. Roma esclusa, per rapine, il territorio più a rischio è la provincia di Latina dove nel 2013 sono stati denunciati ben 225 episodi, pur con una diminuzione dell’82%. Nello studio si è proceduto anche alla ripartizione delle rapine per tipologia. Quelle in strada si confermano le più diffuse, mentre rappresenta – no ormai un dato residuale quelle ai danni di banche e Poste.

In quest’ultimo caso gli assalti sono stati appena cinque nel 2013, con una diminuzione del 78,2% nel confronto con il 2010, l’anno peggiore in questo senso con ben 23 episodi denunciati. Un dato ormai consolidato e che riflette l’innalzamento dei livelli di sicurezza degli istituti come pure la riduzione del contante depositato nelle casse. Questo comporta che, soprattutto i disperati si orientino su obiettivi meno presidiati.

Anche se – come rilevano gli osservatori più attenti del fenomeno – chi è “specializzato” nei colpi in banca non si ricicla certo a compiere azioni similari verso obiettivi meno prestigiosi. Tornando ai colpi andati in scena in pubblica via il maggior numero di episodi si è avuto nel 2011 con 47, da lì in poi c’è stata una progressiva discesa da 41 nel 2012 a 33 nel 2013.

Colpi mordi e fuggi che, in qualche caso, hanno fruttato anche ingenti bottini. Un fenomeno preoccupante ed in continua ascesa è quello delle rapine in abitazione. Molto spesso si tratta di tentativi di furto, scoperti dai proprietari che magari si svegliano o rientrano a casa, poi trasformatisi in rapina. Ma, altre volte, nascono proprio come rapine, soprattutto se l’obiettivo sono ori e preziosi custoditi in cassaforte.

Nel 2013 le rapine in abitazione denunciate sono state 29, più che raddoppiate rispetto alle 14 del 2009, anche se nel 2011 si era già raggiunta la soglia delle 31. Nelle scorse settimane – va aggiunto – i carabinieri hanno smantellato un ’ organizzazione sospettata di aver compiuto almeno due rapine in abitazione. Un altro dato da non sottovalutare sono gli assalti condotti nei negozi che da 12, nel 2009, sono diventati 20, record assoluto, nel 2013. E l’inizio del 2015 lascia presumere che questo dato potrebbe crescere ulteriormente».

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