23 ottobre 2014 redazione@ciociaria24.net

Frosinone, Vittorio Save Sardaro senza mezze misure: «Per me Scalia è fuori dal Pd»

Riceviamo e pubblichiamo la seguente dichiarazione del dirigente provinciale (Membro della direzione provinciale PD di Frosinone) Vittorio Save Sardaro.

«La lettura che si è data delle ultime vicende interne del Partito Democratico di Frosinone a mio avviso è sbagliata. Qui non siamo di fronte a due “galletti” o due “padroni” che si sono scontrati per la supremazia del PD di Frosinone. La storia del dualismo, che in passato, è vero, è anche stata un ostacolo alla crescita di questo Partito, questa volta rischia di non far comprendere appieno la questione. I due Franceschi in questa occasione hanno parlato un linguaggio diverso.

Uno (De Angelis), probabilmente sbagliando anche metodi e strategie, è stato comunque uomo di Partito; l’altro (Scalia) è stato solo uomo di potere. In vista delle elezioni provinciali, uno ha pensato a come portare il PD al governo della provincia, l’altro a come poteva stare al potere. Ad uno interessava che vincesse il PD all’altro che vincesse un suo uomo. Di qui le divisioni: De Angelis ha pensato prima di candidare Costanzo, poi Bassetta, Morini, Galli ed infine ha anche riesumato Schietroma per poi retrocedere sul giovane Pittiglio; tutto nell’ottica di un centrosinistra unito con il protagonismo del PD. Scalia, invece, ha pensato solo a come poter far eleggere un suo fidato, Pompeo, e per questo non ha esitato ad accordarsi con il centrodestra. Scalia non voleva portare il PD al governo della provincia, ma un suo uomo. Non voleva un ruolo per il PD ma per lui. Ecco perchè non ha discusso negli organismi dirigenti e perchè non ha mai preso in considerazione alcuna mediazione: il PD avrebbe vinto, unito, con il 70% ma il suo obiettivo non era il PD.

La sua spregiudicatezza politica non ha avuto limiti. Questa situazione, che agli occhi degli elettori appare incomprensibile ed imbarazzante, ha un aspetto positivo: delinea con chiarezza le posizioni. De Angelis e gli altri, dopo aver discusso negli organismi dirigenti del PD, dovranno continuare la discussione interna per capire dove, ancora una volta, hanno sbagliato, peccando probabilmente di presunzione, di indecisione e con la grave colpa di non essere  riusciti ad invidivuare con tempestività la candidatura politicamente più forte. E’ questa una responsabilità ma a loro riconosco comunque l’onestà politica. Scalia, invece, poichè si è mosso fuori dal PD ritengo che a tutti gli effetti vada considerato fuori dal PD».

Vittorio Save Sardaro

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