Frosinone: «Una vergogna incancellabile». Silverio alla fine è morto, ecco la sua storia

Silverio Fratangeli non ce l’ha fatta, è deceduto l’altra notte all’ospedale Spaziani. L’uomo era stato ricoverato nel nosocomio del capoluogo venerdì scorso a causa di un’ischemia. Da tempo la sua vita era diventata molto difficile. Pierfederico Pernarella ha ricostruito la sua storia su Ciociaria Oggi.

«La vita non gli ha risparmiato nulla. Un figlio finito in coma per lungo tempo e poi disabile, le difficoltà economiche, un tumore. E poi la casa di famiglia, in via Vetiche, svenduta all’asta a 26 mila euro. Una storia, una brutta storia, che lo ha divorato, nell’animo e nel corpo. Fino all’altra notte quando Silverio Fratangeli, 80 anni, è morto all’ospedale  “Spaziani ”.

L’anziano era stato ricoverato venerdì scorso a seguito di un’ischemia. Sono stati mesi difficili per Silverio e la sua famiglia. L’anziano, la moglie e il figlio si sono visti portare via la casa da una donna di nazionalità bulgara, da tempo residente in Italia e di professione badante. La casa era andata all’asta perché la famiglia Fratangeli, durante il periodo in cui il figlio è stato in coma, non ha pagato le rate del mutuo.

L’ipoteca, il pignoramento e poi la vendita all’asta. Ben cinque sedute sono andate deserte, poi il colpaccio: l’aggiudicazione a 26mila euro. Un prezzo vile. L’anziano e i famigliari hanno tentato il  possibile, grazie  al  sostegno dell’associazione Cofile presieduta da Antonio Mattia. All’ingresso dell’abitazione era stato affisso il manifesto: “Se hai cuore non comprare” . Ma non c’è stato nulla da fare.

La disperazione ha preso il sopravvento. Insieme all’umiliazione dell’ufficiale giudiziario che bussa alla porta, della nuova  proprietaria di  casa  che non vuole saperne dei tuoi guai e del tuo dolore. Anzi. Il Tribunale aveva concesso alla donna bulgara di prendere possesso nel frattempo della cantina. Un’occasione imperdibile per chi vuole “sfinire” gli occupanti che non se ne vogliono andare.

Le liti erano all’ordine del giorno. Parole pesanti e qualcosa di più. È stata un’agonia per chi era già fortemente provato dal punto di vista fisico. L’ufficiale giudiziario aveva disposto una visita del medico legale. Non c’è stato tempo. Silverio se n’è andato prima. Se n’è andato per sempre. Ma il suo dolore per quella casa svenduta dallo Stato a 26mila euro resta qui tra noi, ad ammonire tutti, come una vergogna “incancellabile”».

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