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giovedì 4 maggio 2017 redazione@ciociaria24.net

FROSINONE – Rinvenute bottiglie incendiarie: 3 arresti

Una pattuglia della Guardia di Finanza intercetta un’auto sospetta. Chiede in ausilio l’intervento della Squadra Volante: arrestati i 3 occupanti per fabbricazione e detenzione di bottiglie incendiarie.

La scorsa notte, una pattuglia della Guardia di Finanza del Nucleo Mobile di Frosinone, durante i servizi specifici disposti dal Comando Provinciale, nell’ambito del piano coordinato di controllo del territorio tra Forze di Polizia – previsto in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal Prefetto – avvista sulla “Monti Lepini” un’utilitaria che presenta la targa non leggibile perché vistosamente imbrattata con il fango
I Finanzieri decidono pertanto di intimare l’alt al veicolo e di procedere agli opportuni controlli, perché insospettiti dall’anomala presenza di terra sulle targhe, posteriore ed anteriore, mentre il resto della carrozzeria è pulito.

Come previsto dal piano, scatta il coordinamento tra le Forze di Polizia, tanto che i Finanzieri allertano la Sala Operativa della Questura, che subito invia sul posto una pattuglia della Squadra Volante. Infatti, i tre occupanti, tutti con precedenti di polizia per reati di rapina aggravata, danneggiamento, rissa, oltraggio a Pubblico Ufficiale, mostrano immediato nervosismo e timore per il controllo che stavano subendo.

I Poliziotti, giunti prontamente sul posto, procedono con i Finanzieri alla perquisizione veicolare, che da esito positivo. Sono rinvenute due bottiglie “incendiarie” ed altro materiale finalizzato alla stessa preparazione, zucchero compreso per un quantitativo di 2 kg. Per i tre uomini, tutti 26enni e originari della provincia di Roma, condotti presso gli Uffici della Questura per gli accertamenti di rito, scatta l’arresto per fabbricazione e detenzione di armi da guerra.

Difatti, la normativa di settore equipara la bottiglia incendiaria alle armi da guerra e prevede l’arresto obbligatorio nella flagranza del possesso. L’ipotesi più accreditata è che i tre volessero mettere in atto una truffa nei confronti dell’assicurazione, incendiando l’auto su cui viaggiavano, una vecchia Opel Corsa, stranamente assicurata per furto ed incendio.

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