mercoledì 16 Aprile 2014

FROSINONE – Parco dei Monti Ernici: Campoli, Mastropietro e Scerrato chiedono incontro ai sindaci

Attorno all’idea Parco dei Monti Ernici, dovrebbe aggregarsi tutto il territorio ciociaro, nessuno escluso: ne va del futuro socio-economico, che guarda alla natura come centro del rilancio dello sviluppo locale e, nei tempi che corrono, ciò dovrebbe indurre molti alla riflessione. Abbiamo chiesto, nei giorni scorsi, d’incontrare i sindaci della zona (cfr. allegata lettera di richiesta incontro) per chiedere una più attenta valutazione, da parte delle amministrazioni locali, del progetto parco.

Non vorremmo che per scarso impegno e/o, peggio, per letture distorte delle realtà (come leggiamo da qualche tempo sulla stampa locale), si rinunciasse ad esplorare settori dell’economia locale legati alla natura, con la quale sentiamo, sempre di più, l’esigenza di un contatto rassicurante e tranquillizzante. Tutto ciò in un contesto storico, in cui la crisi economica ha stravolto lo stato di benessere e della qualità della vita. Crediamo che le amministrazioni locali, ogni attore locale e ogni persona di buona volontà debbano, tutti, fare squadra per un obiettivo così nobile e foriero di molteplici vantaggi per il futuro.

Nessuno, infatti, deve temere dal parco limitazioni di sorta, tali da comprometterne la libertà. Oggi le ‘premialità’ negli investimenti (e non solo), previste dalle normative Europee, Nazionali e Regionali, sono riservate ai progetti che qualificano e mettono a sistema le aree di pregio ambientale. E i nostri Monti Ernici sono fra queste. Sarebbe deleterio, per la nostra generazione, non cogliere questa importante opportunità.

Comitato per la Protezione dei Monti Ernici
Silvio Campoli – Gabriele Mastropietro – Luigi Scerrato

Questo il testo della lettera che il Comitato per la Protezione dei Monti Ernici ha scritto ai sindaci dei comuni ernici (Alatri, Collepardo, Fiuggi, Guarcino, Monte San Giovanni Campano, Sora, Trevi nel Lazio, Veroli, Vico nel Lazio).

«Il Comitato per la Protezione dei Monti Ernici, costituito da 55 associazioni locali e nazionali e da più di 1000 cittadini, che individualmente hanno sottoscritto questa iniziativa, tra cui molti suoi concittadini, chiede alla SV un incontro al fine di illustrarle il progetto Parco dei Monti Ernici. Riteniamo, infatti, indispensabile che quanto prima si arrivi all’istituzione di questo Parco, per dare una risposta alle attese delle popolazioni sempre più attente agli aspetti ecologici e per i riflessi, che essi hanno sulla qualità della vita. Sempre più emerge una voglia di futuro per le aree protette in Ciociaria attraverso: a) il loro rafforzamento; b) il coinvolgimento dei soggetti locali nella loro gestione, per potenziare le buone pratiche ambientali e uno sviluppo socio-economico sostenibile; c) il rilancio dell’economia provinciale e del ruolo dei centri pedemontani Ernici, come risorsa in grado di rilanciare lo sviluppo e di valorizzare il territorio mettendolo in relazione con il turismo religioso, termale, culturale, storico e all’alta formazione universitaria, che incontra la natura. L’istituzione di questo Parco è un’occasione di sviluppo, che, secondo la nostra visione di equilibrio territoriale, coinvolgerà molti soggetti istituzionali e della società civile (Regione, Provincia, Comuni, associazioni di volontariato, ambientalisti e cacciatori), tutti uniti per offrire, sia a chi vi abita sia a chi desidera fruire di questa ricchezza naturalistica, una migliore qualità della vita. Le chiediamo, pertanto, di avere un incontro per esporle la nostra visione nel merito della costituzione del Parco. Le assicuriamo, inoltre, la nostra piena disponibilità e collaborazione a ogni iniziativa, che s’intenda porre in atto, finalizzata alla tutela e allo sviluppo ambientale. Confidando nel positivo accoglimento della presente e in attesa di un gradito riscontro, inviamo distinti saluti.»

Comitato per la Protezione dei Monti Ernici
Silvio Campoli – Gabriele Mastropietro – Luigi Scerrato

Questo il documento stilato dal Comitato.
“Memo – Economia dei parchi e piano Parco dei monti Ernici”

In una fase storica di crisi economica e sociale e di transizione, verso ancora un non precisato nuovo modello di sviluppo, in vista della nuova programmazione di fondi di sviluppo regionali e comunitari, PSR 2014-2020 e, nella prospettiva di un rilancio del territorio nelle attività non industriali, il Parco si candida a divenire autentico protagonista del territorio non solo per le sue prerogative in tema di tutela e conservazione ambientale, ma anche come promotore di uno sviluppo più attento alla sensibilità della natura, e fondato su un utilizzo consapevole delle sue risorse.

Nelle aree naturali di pregio la problematica della protezione dell’ambiente e del paesaggio si interseca in modo molto stretto con i temi dello sviluppo rurale, della qualità della vita e dello sviluppo socio-economico delle collettività locali. Anzi il parco oggi può rappresentare per una comunità locale la possibilità di avvantaggiarsi attraverso il rafforzamento dell’identità e delle peculiarità del suo territorio di cui l’uomo, con le sue attività, deve essere considerato parte integrante.

Quale può essere il contributo dei Parchi allo sviluppo dell’economia verde? La “soluzione” al problema è nell’art 1 della legge 394/91. La sua applicazione letterale basterebbe a fugare ogni dubbio che sollevano gli scettici, il territorio, infatti, in quanto tale, è luogo di relazioni sociali ed economiche, che non possono essere cancellate da un nuovo confine amministrativo.
Le politiche di conservazione accrescono il nostro patrimonio naturale e solo da un patrimonio ben conservato si può “creare valore” aggiunto. Per questo “…ogni territorio deve sapersi dotare di un proprio progetto di sviluppo, elaborato con il concorso delle reti di attori locali e in collaborazione con le diverse istituzioni locali e sovraordinate.”(Clementi, 2001)

Obiettivi specifici per settori

  • Conservazione, cura e rivalorizzazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale.
  • Salvaguardia di uno spazio rurale armonico caratterizzato da un tipo di insediamento umano rispettoso del paesaggio e sostegno a uno sviluppo socio-economico sostenibile.
  • Promozione di attività sostenibili nei settori turismo ( verde, termale, religioso ecc.), mobilità, artigianato, energia ecc.
  • Collaborazione tra i Comuni ubicati nel parco nell’ambito delle attività di pianificazione del territorio.
  • Rafforzamento di un’agricoltura multifunzionale mediante prodotti di qualità.
  • Concretizzazione del valore intrinseco del bosco tenendo conto delle sue molteplici funzioni.
  • Promozione dell’educazione ambientale, della scoperta del patrimonio naturalistico e culturale e della sensibilizzazione nei confronti dello sviluppo sostenibile.
  • Valorizzazione competenze e conoscenza universitaria delle erbe medicinali.

Per quanto sopra, è fondamentale l’elaborazione del piano socioeconomico dei parchi che diviene in questo contesto uno strumento per perseguire molteplici finalità:

  • strumento di conoscenza del territorio (base per impostare un corretto processo di valutazione dell’efficacia degli interventi);
  • strumento di elaborazione di una strategia di sviluppo per il territorio;
  • strumento di definizione di progetti integrati territoriali;
  • strumento per elaborare metodi di concertazione per una programmazione delle azioni con gli altri enti operanti sul territorio (copianificazione).

All’interno delle linee dettate dalla nuova programmazione PSR 14-20, si aprono per i parchi nuove opportunità per tutte quelle azioni legate alla valorizzazione del territorio, allo sviluppo rurale, alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, da sviluppare in coerenza con le linee di programmazione degli altri enti operanti sul territorio.

  • il parco naturale regionale sono, di solito, ubicati al di fuori degli agglomerati.

Per una zonizzazione che valorizza lo spazio rurale

  • le norme, i regolamenti, e il piano del parco tengono conto degli usi, e delle consuetudini e soprattutto degli elementi di ruralità che caratterizzano il territorio protetto: il boscaiolo, l’allevatore, agricoltore sono valorizzati ed affiancati con le nuove figure dell’albergatore, della guida di montagna, dell’istruttore di sci,della guida turistica, del ristoratore e di tutte quelle figura che di cui i parchi regionali ne sono i catalizzatori.
  • Gli spazi naturali e i monumenti noti e già inventariati (biotopi, paesaggi, insediamenti particolari ecc.) vanno protetti e rivalorizzati. Inoltre, il loro valore va concretizzato. Nei parchi naturali regionali non sono quindi necessarie né normative nuove né zonizzazioni;
  • il piano per la creazione del parco si fonda su punti tematici prioritari in linea con le particolarità della regione (valori naturalistici e culturali, attività turistiche, artigianato, villaggi ecc.);
  • il parco naturale regionale è particolarmente idoneo ai fini di uno sviluppo economico sostenibile.

I parchi regionali come attrattori d’investimenti: a livello regionale si stima che il bilancio annuale dei parchi si compone per 1/3 dai fondi regionali e per 2/3 da finanziamenti fondi europei ed internazionali di progetti specifici. Il coinvolgimento delle comunità locali si è manifestato in molti paesi europei soprattutto a livello di aree protette regionali. La Francia, per esempio, è il primo paese europeo ad avere istituzionalizzato la pianificazione per la gestione delle aree protette e, quindi, è interessante poter verificare l’importanza e ruolo del parco regionale per le comunità interessate. A livello di parchi regionali in Francia, infatti, la tutela è considerata il promotore dello sviluppo locale. E’ proprio a questo livello che ritroviamo una gestione del territorio in cui le comunità locali rivestono un ruolo attivo e in cui sono perseguiti contemporaneamente sviluppo, conservazione e valorizzazione.

Comitato per la Protezione dei Monti Ernici
Silvio Campoli – Gabriele Mastropietro – Luigi Scerrato

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