venerdì 18 aprile 2014

Frosinone: over 65, residenti da anni all’estero ma… pensionati INPS

Ancora episodi di truffa, ma questa volta gli “ over 65 “ non sono le vittime, ma gli autori del reato. Si tratta di quattro cittadini stranieri due marocchini e due albanesi che hanno messo a punto un artificioso sistema per garantirsi un indebito reddito, procurando un ingente buco nelle casse dello Stato. A scoprire l’illecita elargizione degli “assegni sociali” sono stati i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Frosinone che attraverso la costante attività di monitoraggio dei fenomeni migratori sono riusciti a smascherare la “ truffa senile “.

Le indagini condotte dalla Polizia di Stato dimostrano l’inesistenza di uno dei requisiti previsti dalla legge per la corresponsione della pensione sociale, ovverosia la residenza effettiva ed abituale in Italia. Gli stranieri denunciati, infatti, da anni percepivano la pensione italiana pur vivendo di fatto all’estero. In particolare i due cittadini marocchini, titolari di permesso di soggiorno per lavoro autonomo, risultano destinatari di un assegno sociale pari a circa 500 euro mensili percepito l’uno dal 2006 e l’altro dal 2008. Le somme venivano accreditate su un conto cointestato con parenti o amici dei beneficiari. Per quanto riguarda invece le cittadine albanesi, in Italia per ricongiungimento familiare, emerge che entrambe riscuotono dal 2010 una pensione dall’INPS pur non essendo in Italia.

Anche in questi casi le somme confluiscono su un conto cointestato in un caso col marito e nell’altro con il figlio. Preseguiranno i controlli della Polizia di Stato per accertare se quanto emerso non è che la punta dell’iceberg di un più ampio e sommerso fenomeno di truffa ai danni dello Stato la cui diffusione “col passaparola”, su scala nazionale favorirebbe imponenti addebiti alle casse pubbliche. Al momento però con queste prime denunce la Polizia di Stato è riuscita ad interrompere l’illecita erogazione di denaro pubblico ed attivare le procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite che ammontano ad oltre 150 mila euro.