FROSINONE NON È GOMORRA. LA CORRUZIONE PUO’ ESSERE SCONFITTA CON LA PARTECIPAZIONE

 

“I cittadini hanno diritto a un’amministrazione legale e trasparente. Occorre rinnovare il patto tra società civile, rappresentanti politici e istituzioni.” Così Marina Kovari candidata a Sindaco per la coalizione SEL, PRC/La Colomba, Frosinone Bene Comune.

“Il codice etico che abbiamo elaborato nei mesi ormai trascorsi – e sul quale il centro sinistra non ha trovato la quadra – è il principio di un rinnovamento culturale. Siamo stanchi di vedere Frosinone aggredita e corrotta anche “mentalmente” (per dirla con le parole del magistrato Colombo) da politicanti senza scrupoli. Noi vogliamo riaffermare il popolo sovrano, con il potere della verifica sociale sui rappresentanti politici, sul loro programma e operato.”

In particolare il codice etico impegna SEL e la coalizione a non presentare come candidati coloro nei cui confronti sia stato emesso decreto che dispone il giudizio o misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione; che si trovino in stato di latitanza, di esecuzione di pene detentive, che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva in base a uno dei seguenti delitti: a) delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale; b) estorsione, usura; c) riciclaggio e impiego di danaro di provenienza illecita; d) trasferimento fraudolento di valori; e) omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione disposta ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, nonché da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale (articolo 31 della legge 13 settembre 1982, n. 646); f) attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.

In senso esteso il codice prevede che non possano presentarsi come candidati coloro nei cui confronti ricorra una delle seguenti condizioni: a) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575; b) siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero della legge 31 maggio 1965, n. 575, così come successivamente modificate e integrate; c) siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti ai sensi dell’articolo 142 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Per quanto riguarda l’assetto del Comune di Frosinone il codice prevede che i Dirigenti di settore siano assunti con contratto a tempo determinato e la loro attività sottoposta a valutazione di merito ogni 2 anni da parte di organismi indipendenti. Nessun Dirigente potrà gestire un Settore amministrativo per più di 5 anni consecutivi.

Per quanto riguarda la composizione della Giunta, un Partito non potrà esprimere rappresentanze che gestiscano la stessa Delega Assessorile per più di un mandato; le Delibere di Giunta e di Consiglio dovranno pubblicarsi sull’Albo pretorio e sul sito internet del Comune il giorno stesso della loro approvazione; le sedute di Consiglio Comunale dovranno trasmettersi in Streaming.

“Non è la storia che si ripropone con i corsi e ricorsi storici, ma è l’uomo che è sempre lo stesso. Ebbene: dobbiamo recuperare il senso civico, sgomberare la pubblica amministrazione dalla corruzione in tutti i suoi livelli. Non basta un Procuratore a fare pulizia: dobbiamo incoraggiare i cittadini a partecipare e a chiedere verifiche continue sull’operato dei politici. Questo l’obiettivo nel lungo periodo di un partito come SEL.” Conclude Marina Kovari.

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