mercoledì 22 febbraio 2017 redazione@ciociaria24.net

FROSINONE – Medico Asl condannato per discriminazione razziale

il medico ha già rinunciato a impugnare la condanna. Adesso sia Boby che l’allora segretaria Beatrice Moretti chiederanno di essere risarciti in sede civile.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma della Federazione Lavoratori Funzione Pubblica Cgil di Roma e del Lazio

“Gli indiani mi fanno schifo puzzano hanno la pelle butterata sono quasi negri di m. Devono stare a raccogliere il cocco nei loro paesi di origine. Fuori dall’Italia”. Questo uno dei post con cui, dal suo profilo Facebook, il medico razzista della Asl di Frosinone indirizzava insulti e minacce ai danni di Boby, infermiere, nostro delegato di origini indiane. “Le armi sono pronte”, e ancora, con tanto di foto di Mussolini, “si nasce per vivere, si vive per morire, ma se vivi senza ideali sei morto senza aver vissuto”. Una sequenza agghiacciante di violenze verbali: “vieni caro, ti porto in un bel posto”, con allegata foto di Hitler; “essere fascisti nazisti, razzisti, vuol dire essere intelligenti”; “la merdaccia islamica rom rumena albanese e negri vari… Sappia che trova 30X30 wincester, 38 special 45 colt 9×21 parabellum 6.35 e 7.35 22 lungo 12 da caccia circa 13000 cartucce s e due pollici e sei e mezzo Prego si accomodino” (i post sono fedelmente riportati con tanto di refusi).

“Dopo una lunga serie di vessazioni e minacce – afferma Giancarlo Cenciarelli, segretario generale della Fp Cgil Frosinone Latina – evidentemente legate oltre che alla nazionalità di origine del nostro delegato, alla sua attività sindacale, nel 2015 abbiamo sporto denuncia, avvalendoci della collaborazione dell’avvocato Giorgio Verrecchia, e questa condanna in sede penale è un primo importantissimo risultato. Per altro il medico ha già rinunciato a impugnare la condanna. Adesso sia Boby che l’allora segretaria Beatrice Moretti chiederanno di essere risarciti in sede civile, come del resto la nostra federazione, perché a contorno delle agghiaccianti minacce e delle mostruosità sulla superiorità della razza, il medico aveva aggiunto una insana dose di sessismo. Non ci fermiamo e continueremo ad agire in tutte le sedi. La riteniamo una battaglia di civiltà su cui non si può mediare”.

“Il Tribunale di Frosinone ci ha dato ragione ed è una bella notizia per il sindacato e per la democrazia. Il nostro comprensorio di Frosinone e Latina ha tutto il nostro appoggio e sia Boby che Beatrice possono contare sul nostro impegno in difesa della loro dignità. E in difesa della nostra Costituzione – conclude Natale Di Cola, segretario generale della Fp Cgil Roma e Lazio – quella Costituzione antifascista che forse andrebbe difesa da tutti con maggior vigore”».

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