mercoledì 16 aprile 2014

Frosinone: la struggente lettera aperta di una lavoratrice

«Buongiorno a voi della redazione, In questi giorni i lavoratori exlsu della nostra provincia aspettano che il proprio Ente si rechi a Roma per gli incontri tra Ente e Regione dove si confermano le convenzioni firmate più di tre anni fa. Scrivo questa lettera che agli amministratori locali, soprattutto al Commissario della Provincia, Ente per cui lavoro dal 1997, visto che proprio domani giovedi 17 alle ore 10,30, i rappresentanti provinciali andranno in Regione a decidere il futuro di 95 dipendenti della Provincia che hanno Contratto di Lavoro a tempo indeterminato stipulato il 31 dicembre 2010, dopo una programmazione durata 6 mesi, e di cui qualcuno non si sa perchè vorrebbe rendere nullo.

Lettera aperta: “Ci vuole davvero un cuore di pietra per non immaginare come ci si sente quando si è privati del lavoro e della dignità. Ma spesso mi chiedo se davvero tutti quelli che siedono nelle poltrone più alte e decidono del futuro di tante famiglie un cuore ce l’hanno. E’ un anno che mese dopo mese stress, ansia e preoccupazione non mi lascia, da quando è iniziato quel via vai di comunicati, lettere, note, tavoli, riunioni, a cui abbiamo spesso assistito e se ne sono dette davvero tante, ma ogni volta serviva solo aumentare lo stress e la tensione.

Credo che ogni responsabilità e di ogni irregolarità o altro, non è certamente dei lavoratori, che hanno firmato, fidandosi, il loro primo vero Contratto di Lavoro, dopo 15 anni di precariato, di lavoro non riconosciuto, di umiliante sussidio, che hanno superato un periodo di prova durato anche 6 mesi, che hanno provato attraverso ogni documento richiesto che avevano idoneità all’assunzione. Nessuno di noi immaginava ciò che poteva accadere a distanza di tre anni, qualcuno finalmente ha potuto coronare il proprio sogno di comprarsi una macchina chiedendo un prestito che mai gli era stato dato. Nessun lavoratore ha responsabilità o colpa se qualcuno ha messo in dubbio la convenzione tra l’ente e la regione, ma come spesso accade sono sempre i più deboli a pagare.

Vorrei che chi sta giocando con le nostre vite potesse sentire cosa si prova a sentirsi cosi inermi mentre gli altri decidono la tua sorte. Ho visto amici disperati per aver perso il lavoro, ho visto amici continuare a lavorare senza avere un centesimo, ho visto piangere persone quando gli hanno annunciato che non avevano più quel lavoro tanto sudato e che sarebbero tornati nel bacino a fare gli LSU, ho visto i nervi a fior di pelle ad ogni riunione, ad ogni incontro, aspettano come se si stesse aspettando una sentenza di condanna o assoluzione, di sapere cosa ne sarà di loro, ho visto di tutto in questo ultimo anno ed ora siamo al momento della verità …Ed è pure naturale pensare anche che forse a qualcuno ha dato fastidio che una categoria di precari storici che da anni avevano diritto ad un lavoro “vero” l’avessero finalmente ottenuto nel modo più collettivo e sociale che poteva esserci, lavoro per tutti, anche a poche ore, ma senza privilegi che troppo spesso s’intrecciano con i favoritismi.

Quando si intuisce che qualcuno vuole lavarsene le mani, o che qualcuno scarica la responsabilità ad altri non si può fare a meno di pensare che il motivo è uno solo, non c’è volontà e in tante belle chiacchiere fatte fino ad oggi, l’unica verità è che senza pietà si vuole far pagare chissà che colpa a lavoratori che colpe non ne hanno e che anche con i nervi a fior di pelle hanno lavorato a testa bassa. Siamo stanchi, non abbiamo più l’età di cercare un altro lavoro, non sono questi i tempi e neppure possiamo a 50 anni fuggire all’estero in cerca di fortuna e poi la rabbia più grande è che, nonostante si parla di lotta al clientelismo ancora esistono lavoratori di serie A e di serie B. Se i valori e la dignità contano ancora qualcosa, si deve assolutamente scongiurare il licenziamento, e rispettare l’impegno preso tre anni e mezzo fa.

A nome dei lavoratori tutti chiedo che si trovi una soluzione, che non sta nel calderone del bacino lsu, ma nel Lavoro per Tutti, affinchè possano riavere una serenità sia psicologica che economica e soprattutto quella dignità che gli è stata privata da chi ha creato questa situazione ma soprattutto che gli incontri avvengano in modo onesto e senza strumentalizzazioni, come troppe volte già è accaduto. E mentre scrivo guardo la foto ricordo del giorno della firma del contratto, il 31 dicembre 2010, e noto che sulla scalinata del Palazzo provinciale c’era anche l’attuale Commissario, a testimonianza che quando prendevano quell’impegno, tre anni e mezzo fa, c’era, come c’era il suo voto e la sua approvazione su tutti gli atti che portarono al contratto, e mi chiedo: domani, a Roma, cosa farà? e domani alle 13,30 all’evento da lui stesso organizzato per dare gli auguri di Pasqua ai dipendenti, cosa dirà ai 95 partime?»

Una dipendente provinciale dal 31/12/2010