FROSINONE – Iannarilli replica a “Il Messaggero” su progettualità per sviluppo turismo

“Colgo con favore la provocazione avanzata questa mattina da “Il Messaggero”, che mette in relazione il nostro progetto di cooperazione internazionale “Fronteras Tutisticas” con le esigenze di supporto al settore turistico interno. Il progetto di cooperazione internazionale, come è evidente, non ha nulla a che vedere con le iniziative di promozione del nostro territorio sotto il profilo turistico se non per l’effetto indiretto che ogni collaborazione, comunque, genera. Non sono d’accordo con l’impostazione dell’articolo per il semplice fatto che la cooperazione internazionale non è alternativa alle attività di promozione della Ciociaria.

La riflessione che va fatta sull’argomento, inoltre, non può prescindere da un fatto molto importante: la promozione turistica, soprattutto dopo gli ultimi provvedimenti, è demandata all’amministrazione regionale, sia nella programmazione sia sotto il profilo dei finanziamenti. Alla provincia, e in questo caso mi sento di portare avanti un buon lavoro, non resta che puntare su singoli progetti oltre alla divulgazione e all’incentivazione delle attrattive offerte dalle eccellenti produzioni agro-pastorali di cui disponiamo. Da questo punto di vista siamo molto attivi. E’ di pochi giorni fa la promozione a Roma di una realtà importante della nostra provincia come il percorso benedettino a cavallo, che grande interesse ottiene negli ambienti ad esso destinati. Lo stesso dicasi per la realizzazione anche nella nostra provincia di un suggestivo percorso incluso nella Via Francigena.

Non si possono dimenticare i finanziamenti per gli agriturismo o le ormai numerose iniziative messe in campo per la promozione di olio, vino e di tutti i prodotti in rapida evoluzione che la nostra terra produce. Certo è che tutto questo non basta per innescare un efficace sviluppo della attività turistica nella nostra provincia. Il turismo, infatti, è un’industria e come tale ha necessità di impresa. Questa non possiamo certo farla noi. Noi abbiamo gettato le basi (che, sia chiaro, non c’erano) per alcuni progetti che attendono investimenti privati per potersi sviluppare a dovere. I percorsi li abbiamo creati, li pubblicizziamo, ma se lungo quei percorsi non nascono iniziative private, di accoglienza, commerciali, certamente non è una nostra responsabilità. La nostra provincia ora ha un marchio turistico, sta per portare a compimento l’iter per il marchio di qualità dell’olio extravergine, ha avviato studi sulle mura poligonali e un progetto di circuito di queste bellezze monumentali uniche al mondo. Pensare che non abbiamo a cuore questo argomento, dunque, non solo non è esatto ma è il contrario della realtà”.

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