Frosinone, Alatri, Sora e Cassino: non c’è pace nei Pronto Soccorsi

«Pronto soccorsi: imbuti privo di sbocco – continua il collasso! Le innumerevoli istanze, solleciti, esorti, non hanno mutato l’assetto: pronto soccorsi come gulag. Personale soggetto ad aggressioni verbali, a volte fisiche da parte dell’utenza sfibrato dai tempi di attesa, spazi limitati a causa dei malati in attesa di posto letto, vincolo per gli OSS(operatori socio sanitario) di condurre i malati nei reparti per le relative consulenze per mancanza di medici specialisti nei PP.SS., carenza di personale: medici – Infermieri – OSS, carenza di posti letto, rimonta la rabbia degli operatori! Turni massacranti e senza limite di orario, in sfregio alle norme sull’orario di lavoro, carichi di lavoro, che mettono a dura prova il benessere del personale.

Il Governo Regionale deve sbloccare il Tur over e concedere le deroghe per nuove assunzione, riallineare il numero dei posti letto agli standard Nazionale: posti letto ingiustamente sottratti e, che con l’istituzione delle AREE OMOGENEE PER INTENSITÀ DI CURE probabilmente subiranno ulteriori riduzione.

Non stanno meglio le UU.OO. interne ai presidi, diventate oramai multispecialistiche per i cosiddetti “appoggi” e, che a breve diverranno istituzionale con l’appellativo di “Aree Omogenee per intensità di Cura”.
Sbloccare le assunzioni piuttosto che mantenere lo scandalo dell’acquisto di prestazioni; stabilizzare finalmente il personale precario, che di precario c’è rimasto solo il nome; tagliare realmente i veri sprechi, che ce ne sono ed anche troppi, basta osservare le strutture sanitarie, ed i loro eterni cantieri!

I numeri parlano chiaro, con l’eliminazione dell’acquisto di prestazione si possono assumere circa 100 medici e 200 infermieri. Non mancano solo infermieri e medici!!! La carenza riguarda gli OSS in primis, a seguire: tecnici di laboratorio, fisioterapisti, tecnici di radiologia e della Prevenzione, scarsità che con l’arrivo dell’estate andrà ulteriormente ad accentuarsi. Per non parlare poi dell’assenza di personale sanitario negli istituti di detenzione, un organico quasi inesistente, vincolato al solo lavoro straordinario svolto da personale già impegnato in altri servizi.

Sul fronte della sicurezza invece? Lavoratori potenzialmente esposti a rischio salute e l’alta percentuale di malattie professionali – limitazioni allo svolgimento dell’attività propria della professione – cause di servizio ne confermano l’ipotesi. Tuttavia, al Direttore, Generale, spasmodicamente impegnato per le “Case della Salute”, SFUGGE l’importanza dei malati dell’emergenza – urgenza, negli ospedali in “caduta libera”, dei lavoratori stremati, ma procede alle verifiche dei giudizi dei medici competenti, significandone tacitamente la sfiducia».

Il Segretario Provinciale UGL
Rosa Roccatani

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