lunedì 19 settembre 2016 redazione@frosinone24.com

Frosinone: al Rotary Club si parla di Referendum Costituzionale

Referendum costituzionale: il Rotary Club Frosinone, alla presenza del Prefetto S.E. Emilia Zarrilli, ha discusso le importanti novità contenute nella riforma che sarà sottoposta al voto popolare. A introdurre il tema, il presidente del club Pietro Raimondi, che ha poi lasciato la parola a Fabrizio Casinelli, giornalista ciociaro capo ufficio stampa Rai, attualmente direttore del Radiocorriere. Il referendum confermerà o respingerà la cosiddetta riforma Renzi-Boschi, contente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

“Affronteremo questo tema – ha detto Casinelli – senza prendere posizione ma cercando di capirne di più grazie alla presenza del prof. Gino Scaccia”, altro figlio “eccellente” della terra ciociara, attualmente professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all’Università di Teramo e docente di diritto costituzionale alla Luiss. “In questo caso, le tematiche politiche si intrecciano inevitabilmente a quelle tecniche – ha detto Scaccia – Stiamo toccando la legge ‘suprema’ della nostra Repubblica: sono quindi inevitabili i condizionamenti politici nelle valutazioni. La costituzione italiana presenta una parte di principi e valori moderni, ma l’aspetto istituzionale, nel complesso, può apparire farraginoso.

È utile superare il bicameralismo perfetto ma bisogna vedere se ciò sarà operato correttamente. Secondo i promotori della riforma, la stessa permetterà una maggiore velocità decisionale. Abbiamo bisogno di norme frutto di scelte mature, consapevoli, costruite con l’apporto degli operatori del settore”. Il prof. Scaccia ha poi parlato dei contenziosi derivanti dai “buchi” interpretativi lasciati aperti, di legge elettorale (“strumento in grado di dare stabilità politica, ma che da solo non basta”), di appartenenza territoriale contrapposta all’appartenenza politico-ideologica, dei tanti “carrozzoni” che assorbono il denaro dei contribuenti. “È giusto che sia difficile cambiare la Costituzione, perché è il patto che ci unisce: deve rappresentare la vittoria di tutti contro nessuno. La Carta è un fattore di coesione: è lo strumento che ci ha consentito, durante il terrorismo, di evitare derive autoritarie”. Tante le domande provenienti da un uditorio attento e partecipe.

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