martedì 15 aprile 2014

Frosinone: «600 Lsu in pericolo»

«Dopo quasi 16 anni di impiego nei Comuni della Provincia di Frosinone e presso lo stesso Ente Provincia, circa 600 lavoratori rischiano di ritrovarsi disoccupati o meglio di nuovo nel bacino lsu, con un pugno di mosche in mano. Anche se inquadrati come operai generici, in realtà, molti di loro, essendo in possesso di un titolo di studio più qualificato, svolgono mansioni impiegatizie con contratti part-time e a tempo determinato non in scadenza. Dopo l’accordo della scorso gennaio, sottoscritto tra la Regione Lazio e il Ministero del Lavoro, per la rideterminazione del bacino dei lavoratori interessati e dei percorsi mirati alla loro stabilizzazione, alcune Amministrazioni Comunali della provincia, hanno iniziato, su richiesta della stessa Regione Lazio, l’iter per la verifica delle condizioni di assunzione definitiva dei lavoratori coinvolti.

La gran parte hanno preferito trincerarsi dietro l’impossibilità di assumere per continuare a spremere i lavoratori fin quando possibile, senza alcuna assunzione di responsabilità e affidarsi al prolungamento dei tempi degli iter burocratici. “Le politiche del personale negli enti locali del territorio sono gestiti in forma puramente personalistica o clientelare e questo non è più tollerabile! E’ proprio questo che ha prodotto questa situazione paradossale dei lavoratori ex LSU, assunti in molti enti senza assumere certezza della norma ed oggi, di fronte al dilemma di prevedere un piano pluriennale per le assunzioni, ove possibile, per dare certezza e stabilità alla vita di queste persone, ci si trincera dietro il ” non ci sono risorse” mentre, magari, si prevedono nuove assunzioni, si conferiscono consulenze non sempre necessarie, si esternalizzano i servizi.

E’ necessario invertire la rotta sulle politiche del personale di questo territorio: formazione, riqualificazione, mappatura delle competenze, riorganizzazione per professioni, gestione in convenzione e/o in forma associata e reinternalizzazione dei servizi, questi sono processi nei quali sarebbe indispensabile che i sindaci e i dirigenti si cimentassero per offrire migliori servizi ai cittadini a minor costi” dice il segretario generale Francesca Coscarella – ” ma, fino ad oggi, abbiamo assistito ad una politica miope se pensiamo che il tasso di disoccupazione e di impoverimento nella provincia di Frosinone ha raggiunto livelli mai visti e che questi lavoratori andranno ad accresxere la folta schiera di disoccupati, come già successo ai Lavoratori di Grotte di Pastena, di Arpino, Monte San Giovanni Campano, che si sono visti messi fuori per gli errori degli stessi amministratori. La cosa peggiore è che nessuno di questi signori è chiamato a pagare per le proprie responsabilità”!!

La CISL FP di Frosinone ha avuto sentore della varietà di idee per affrontare e gestire questo problema e, per tutelare i lavoratori LSU, ha inviato a tutte le Amministrazioni coinvolte una richiesta di incontro, che finora è rimasta senza riscontro, già dal mese di marzo. Nella richiesta si chiedeva di avviare il confronto nel merito e verificare Ente per Ente le reali possibilità di assunzione, nel rispetto delle regole e della dignità delle persone. 600 famiglie non sono un serbatoio di voti da tenere a bagnomaria. La CISL FP di Frosinone ha chiesto agli Enti di poter verificare la spesa analitica del personale, la dotazione organica di fatto e di diritto, il piano triennale per le assunzioni, per aprire la discussione su possibili assunzioni immediate per alcuni LSU già da ora, mentre per gli altri, che rientrano nel bacino LSU regionale, si deve determinare il piano triennale del fabbisogno. Certezze e diritti sul proprio futuro. Questo chiede la Cisl Fp di Frosinone, questo chiedono i lavoratori LSU e su questo daranno battaglia insieme, Ente per Ente».

Francesca Coscarella
Il Segretario Generale Territoriale
CISL FP Frosinone