21 febbraio 2012 redazione@ciociaria24.net

Euiua la Radeca!!! A Frosinone il 21 febbraio il corteo con la sfilata di carri allegorici

A Frosinone il Corteo della Radeca, con sfilata di carri allegorici, il 21 febbraio parte dal quartiere Giardino dalle ore 14 e arriva a p.zza VI dicembre.

La “Radeca” è una festa frusinate che affonda le proprie origini in un’epoca estremamente lontana nei secoli, forse addirittura precristiana, infatti, Frosinone ha origini antichissime e la tradizione può essere facilmente ricollegata ai Saturnali romani e di conseguenza ai riti della fertilità e della fecondità. La lunga foglia della “Radeca”, non rappresenta altro che una foglia d’agave simbolo di fertilità per eccellenza nell’antichità.
Ci sono documenti ufficiali negli statuti comunali del XIII° secolo che parlano in maniera esplicita di una norma in base alla quale venivano sospese tutte le attività giudiziarie durante le festività come il Natale, l’Epifania, i periodi delle messi, della vendemmia, e le giornate antecedenti le ceneri, cioè quelle della festa della “Radeca”appunto.
Tale ricorrenza assunse un significato molto importante tra il 1798 e il 1799, quando i frusinati si ribellarono contro le truppe d’occupazione Francesi presenti in città.
Il 26 luglio 1798 l’intera popolazione di Frosinone insorse scacciando la guarnigione transalpina, non potendo più tollerare le ingenti tasse imposte dopo il costituirsi della Repubblica Romana spalleggiata appunto dai Francesi.
Alla sommossa popolare seguì una violenta repressione, così dura da portare al massacro di moltissimi innocenti ed anche al danneggiamento di alcuni edifici sacri, un’intera armata capeggiata dal generale Girarban saccheggiò la città senza alcuna pietà.
Un anno dopo i frusinati, nonostante fossero ancora intenti a leccarsi le ferite, vollero ugualmente festeggiare il carnevale e quindi onorare la festa della “Radeca”, per esorcizzare fame, paure e per irridere i potenti. Quel giorno mandarono un messo ad Anagni dove stazionava il generale francese Jean Etienne Championnet, annunciandogli che Frosinone si era nuovamente ribellata.
Nel frattempo nella zona dove oggi si può identificare più o meno l’incrocio tra la Casilina e il piazzale De Mattheis, si era radunata una gran folla in attesa dell’ufficiale e ogniqualvolta da lontano si sentivano gli zoccoli d’un cavallo sopraggiungere, la gente urlava “ esseglie….esseglie!! Eccuglie..!”

Quando finalmente Championnet giunse, si trovò in mezzo ad un clima goliardico e sbeffeggiante, capì d’essere stato menato per il naso, ma non se la prese e si mischiò alla folla bevendo il tradizionale vino rosso e mangiando le famose e ineguagliabili fettuccine ciociare.
I soldati transalpini ricevettero in dono delle graditissime botti di vino rosso e da allora Championnet divenne simbolo del carnevale, infatti, ogni anno un fantoccio vestito da generale francese satollo e sbronzo viene festeggiato e poi dato alle fiamme alla fine della giornata.
Il cuore della manifestazione è sempre stato nel rione “Giardino” dove ancora oggi si svolge la parte più importante della festa, presso la chiesa di Santa Elisabetta e proprio la c’è la casa di Carnevale, lascito di un facoltoso frusinate, edificio che un tempo era probabilmente una caserma: luogo da cui stare alla larga!

Tutti i Rioni Storici della città, ovvero il Giardino, il Centro Storico, Madonna della Neve, La Pescara, Via Gaeta, rappresentati da gruppi organizzati e vestiti secondo la tradizione dell’epoca gareggiano come se si trattasse d’un palio!
A chiudere il lungo serpentone sbraitante e festante, ci sarà il carrettino, sul quale spicca il fantoccio del generale Jean Antoine Etiennè Championnet, protagonista del nostro Carnevale.
Il comitato organizzatore del quartiere Giardino nel guidare la manifestazione dall’origine curando ogni dettaglio, si occupa dei festeggiamenti fino a tarda sera, riscuotendo ogni anno grande consenso popolare, dai costumi splendidi dei gendarmi francesi e dei nobili dell’epoca, al carro del Generale, ai cori, ai canti, sino ad arrivare al rogo del fantoccio che in fine arderà tra le fiamme come catarsi, purificazione, liberazione e per esorcizzare infine paure e tristezza e soprattutto la miseria!
Vino a fiumi, radiche sollevate al cielo aritmicamente nella danza degli uomini, come buon auspicio e cantine piene di avventori che bevono e si divertono al ritmo del “Salterello”.
Dunque Il tradizionale fantoccio del generale Championnet verrà messo al rogo dopo la lettura del testamento e l’intervento del “notaro” che in punta di satira sbeffeggia i potenti come accadeva nel 700’!
La festa continua fino a tardi con la distribuzione di vino, e maccheroni fini fini.
Euiua Carnuale, Euiua la Radeca !!!”.

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