Esplosioni, morti, fuoco e follia: il bollettino infinito di un Paese inerme è uscito anche oggi

E anche oggi è arrivata la nostra solita razione di “perché”. Ormai ci dividiamo in due gruppi: una maggioranza, composta da quelli che sono riusciti a superare lo step ed assorbono rilasciando subito dopo tutte le scorie negative della giornata, passando oltre e senza neanche fermarsi ad riflettere, ed una minoranza (purtroppo), composta da coloro che ancora non riescono a fare spallucce dinanzi a fatti come quelli di cui si è parlato oggi, ma al contrario si pongono le solite domande (oggi sono tre) che ovviamente continuano a non avere risposta.

ESPLOSIONI – A Modugno sono salite a dieci le vittime dell’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio avvenuta qualche giorno fa, una strage. La domanda è: perché ogni estate in Italia esplode puntualmente una fabbrica di fuochi d’artificio seminando morte e distruzione? La risposta non c’è.

FUOCO – Anche oggi, a Fiumicino, come in tanti altri luoghi d’Italia, “ci siamo fumati” altri ettari di macchia mediterranea. La domanda è: possibile che ogni estate vada in scena lo stesso copione, con incendi ovunque ed aerei percorrono in lungo e in largo la penisola per spegnere le fiamme che distruggono il nostro verde? Anche in questo caso niente risposta.

FOLLIA – A Cassino un 50enne ha grattato 2.600 euro di biglietti in tre ore perdendo complessivamente 1.600 euro. La domanda è: perché continuiamo ad incendiare i nostri patrimoni al gratta e vinci illudendoci di arricchirci con un biglietto della lotteria? Risposte? Zero, ovvio, esattamente come sopra.

Domande, domande e ancora domande: questo Paese sta diventando un oceano di quesiti senza risposta che stanno svuotando i sentimenti della gente, sempre più concentrata sui fatti propri e lontana da ciò che le accade intorno. Una volta, circa un secolo fa, gli americani nel descrivere (in modo decisamente maldestro) i nostri connazionali emigrati, sottolineavano il fatto della loro sorprendente coesione. Eravamo uniti insomma, ci preoccupavamo gli uni degli altri.

Oggi invece siamo scollati, tendiamo ad isolarci, (o meglio, ad illuderci di poterci isolare), forse proprio perché tutti questi quesiti senza risposta ci hanno fatto sentire dei criceti che corrono inutilmente intorno ad una ruota senza mai spostarsi di un centimetro in avanti. Ed a quel punto molti di noi hanno perso la voglia di ascoltare, commentare, protestare, lottare, insomma la voglia di partecipare.

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