giovedì 20 Giugno 2013

PALIANO / ANAGNI – Incendio ex Snia di Castellaccio: cessato allarme, ma la paura resta

L’incendio di ieri allo stabilimento ex Snia di Castellaccio (oggi di proprietà dell’Acea), tra Anagni e Paliano, ha riproposto il problema della gestione dei rifiuti. Sulla questione sono intervenuti i deputati SEL Piazzoni, Pilozzi e Zaratti: “Presenteremo una interrogazione urgente al ministro Orlando, che domani (oggi per chi legge) sarà presente in Commissione Ambiente, per capire che cosa è successo oggi (ieri ndr) a Paliano e quali azioni intenda intraprendere per far fronte all’emergenza – hanno affermato i tre in una nota congiunta. Eventuali presunte irregolarità sulla sicurezza degli impianti dello stabilimento Acea (ex Snia) e conseguenti responsabilità verranno accertate dalle autorità competenti”.

Quanto alla nube tossica sviluppatasi a causa delle fiamme, “allarme rientrato”. Lo ha assicurato a IlMessaggero il sindaco di Colleferro. Lo stabilimento in questione, che produce combustibile da rifiuto per i termovalorizzatori, è stato tra l’altro monitorato dall’Arpa, che intervenuta sul posto immediatamente dopo lo scoccare dell’incendio, “ha installato, in prossimità dell’impianto, campionatori automatici per la rilevazione di PCB, IPA e diossina e per la rilevazione dei metalli su PM10. Il campionamento di IPA e metalli verrà effettuato anche dalle centraline della rete della qualità dell’aria di Anagni e Colleferro. Il campionamento proseguirà nella prossima settimana e le risposte analitiche potranno essere fornite successivamente”.

Cessato allarme anche per Acea, che in una nota diffusa nel pomeriggio di ieri ha spiegato che l’incendio divampato nel capannone “ha interessato principalmente la copertura dell’ edificio e l’impianto fotovoltaico presente sulla stessa ed i macchinari situati all’interno dell’impianto. L’area dello stabilimento dedicata allo stoccaggio dei rifiuti è invece stata coinvolta in maniera marginale. La nube che si è sviluppata come conseguenza dell’incendio è stata originata principalmente dalla combustione della guaina di copertura dell’impianto e dei nastri dei macchinari”.

Se la situazione si è normalizzata, tuttavia, lo si deve anche al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno impiegato alcune ore per domare le fiamme evitando il peggio. Secondo Retuvasa, la rete per la tutela della valle del Sacco, il materiale che ha preso fuoco dovrebbe essere plastica e carta, rifiuto secco, quindi anche pieno di diossina. Resta pertanto alta la paura tra i residenti della zona.

Redazione Frosinone24

Foto: Foto “Italia Nostra”, scaricata da Profilo Fb Verdi Valle Aniene Tivoli

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