Elezioni Frosinone 2012 – Marina Kovari (candidata sindaco SEL): “Uscire dalla crisi rilanciando la Cultura”

Uscire dalla crisi rilanciando la Cultura a Frosinone. Questo l’obiettivo del Circolo Sinistra Ecologia e Libertà per ampliare le frontiere occupazionali, i servizi, l’offerta culturale. Nell’ambito del Progetto Frosinone città della Cultura, delle Arti e dello Sport, SEL ha invitato Antonella Agnoli a presentare il libro “Caro Sindaco, parliamo di Biblioteche”, il giorno 23 aprile 2012 alle ore 11.00 presso La Saletta (in via G. Matteotti, 2 Frosinone), in concomitanza della Giornata Mondiale del Libro. L’evento fa parte di un percorso in 4 tappe, fortemente voluto da SEL Lazio, per portare all’attenzione degli amministratori locali l’importanza di investire nelle biblioteche.

Saranno inoltre presenti: Fabio Bonanno, responsabile Cultura e Paesaggio del Partito di Vendola nel Lazio; Davide Fischanger (moderatore), Marina Kovari (candidata sindaco).
“Vogliamo riscoprire la vocazione culturale della città, per troppi anni sommersa da cemento e depredata dagli speculatori. La Pubblica Amministrazione DEVE investire nella valorizzazione, tutela e promozione delle risorse locali, come le opere e i luoghi del passato (Terme Romane, Museo Archeologico), le tradizioni, gli istituti formativi e i centri di produzione culturale, rafforzarli sul territorio, metterli in rete, costruirvi intorno percorsi turistici sostenibili, manifestazioni. I cittadini hanno voglia di cultura.” Anticipa la Kovari, il cui programma denuncia la scarsa attenzione prestata dalle precedenti amministrazioni, anche regionali, sulla cultura. Oggi precisa – Bonanno – ci troviamo davanti al deserto dei fondi consegnatoci dall’attuale maggioranza di centro destra che risponde alla Presidente Poverini. Eppure pensiamo che piccole cose, suggerite ad esempio nel libro di Antonella Agnoli, si possano fare comunque.”

La Biblioteca, nell’accezione dell’autrice, cambia radicalmente la sua connotazione: da luogo silenzioso, cupo e frequentato da un’èlite sempre più ristretta, diventa presidio di cultura e socialità, luogo di incontro, di scambio culturale, di formazione e informazione. Il modello è quello delle public library all’inglese, biblioteche cioè che forniscono un servizio multiplo: libri, giornali, studio, ma anche collegamenti a internet, musica, caffè, spazi per bambini, per riunioni di associazioni e comitati, per i corsi più vari, spazi di accoglienza in cui cercare lavoro, informarsi su questioni pratiche e burocratiche.

“Bisogna abituarsi a pensare alla biblioteca come vera e proprie infrastruttura democratica –ha precisato Agnoli –  dove anche chi si trova in difficoltà può venire a contatto con i libri e tutto il loro infinito contorno. E non parliamo di difficoltà esclusivamente economiche: difficile è andare in biblioteca o al caffè con un bambino perché non si sa a chi lasciarlo; difficile è aggiornarsi o approfondire un’educazione di scarso livello senza dover sborsare tanto denaro; difficile è trovare spazi dove socializzare o esprimere le proprie opinioni e potenzialità; difficile è trovare qualcuno disposto ad aiutare il prossimo in una logica che non prevede per forza un compenso o un favore”.

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