Ecco il tempio della storica Serie A del Frosinone. Sarà uno stadio molto “british”

Bisognerà resistere ancora un po’ prima di vederlo “in carne ed ossa”. Comune e società proseguono senza sosta nell’intento di perfezionare tutti gli aspetti dell’iter burocratico e soprattutto dare concretezza economica al progetto. Ad ogni modo il nuovo stadio dei Leoni giallo-azzurri è già emozionante così, sulla carta. Sarà un impianto moderno, come scritto nell’articolo a firma di Alessandro Ceci pubblicato sul Quotidiano Ciociaria Oggi, che riportiamo di seguito.

«”L’amore non conosce barriere ” diceva il grande William Shakespeare. L’amore per la squadra del cuore, invece,  ne incontra tante. Ogni settimana. Sono quelle che dividono i tanti tifosi, assiepati sugli spalti di tanti stadi italiani, dai propri beniamini che scendono in campo. Un drastico impedimento, che spesso sembra soffocare quel sentimento sano e puro che ogni ultras prova per i propri colori. Ma a Frosinone, la musica è cambiata. Niente più barriere, niente più ostacoli tra gli spalti e il campo del nuovo stadio che verrà.

Il progetto del Casaleno, infatti, prevede l’assenza totale di protezioni tra i diversi settori e il ret – tangolo di gioco. Un’unica eccezione, probabilmente, verrà riservata al settore ospiti: per i tifosi delle squadre che verranno a giocare nell’impianto di via Armando Fabi è presumibile che venga realizzata una separazione tra spalti e campo. Un atto di grande fiducia e responsabilità che il Comune ha riservato ai tifosi giallazzurri.

A confermarlo è anche il sindaco Nicola Ottaviani: «Sarà uno dei pochi stadi d’Italia senza barriere tra il campo e gli spalti – ha dichiarato il primo cittadino – Siamo giunti a questa decisione perché crediamo nella civiltà dei nostri tifosi. Se poi qualcuno si prenderà la briga di trasgredire le  regole  e dovesse  invadere  il campo di gioco, saprà che andrà incontro  al provvedimento  del Daspo».

Regole chiare con provvedimenti altrettanto chiari. Adesso sta al buonsenso e alla civiltà di ognuno. Lo stadio in fondo, è un po’ come fosse casa nostra. Il migliore esempio da seguire arriva dal mondo anglosassone. In Inghilterra infatti gli sta – di ormai da tempo sono tutti sen – za barriere e i tifosi ad ogni gol esplodono di gioia abbracciando i giocatori. Il bello del calcio è soprattutto questo. C’è voluto molto e non è stato affatto facile. Fino a poco più di vent’anni fa, i famigerati Hooligans spadroneggiavano negli impianti sportivi britannici ed ogni domenica  rischiava di trasformarsi puntualmente in una “bloody sunday ”.

Ci volle il pugno di ferro della Iron Lady (non a caso) Margaret Thatcher che attuò un vero e proprio “repulisti”, introducendo il carcere per tutti coloro che si fossero macchiati di crimini di violenza negli stadi. In Italia siamo ben lungi  dagli obiettivi  raggiunti dall’Inghilterra, ma ci stiamo provando. Passo dopo passo. Nel nostro Paese sono pochi gli stadi senza protezioni: lo Juventus Stadium, l’Artemio Franchi di Firenze e Il Provinciale di Trapani.

Ma i progetti per farli assomigliare agli impianti britannici aumentano sempre di più. Per un tifo senza barriere ovunque. Anche in Italia. La Regione Lazio sosterrà il Comune di San Donato Val di Comino con un impegno di 40.000 euro finalizzato a migliorare le condizioni di fruibilità dell’impianto sportivo di proprietà comunale, contribuendo a promuovere il Territorio e l’intera zona della Valle di Comino, al confine con il Parco Nazionale d’Abruzzo.

“Il nuovo impianto  – spiega la nota della Regione – potrà così ospitare al meglio la squadra e la grande affluenza di pubblico e stampa prevista al suo seguito. In questo senso siamo sicuri che il grande risultato sportivo raggiunto dal Frosinone Calcio, sperando che sia il primo di una lunga serie, rappresenti un’occasione di sviluppo economico e promozione turistica senza precedenti per tutta la Ciociaria, terra ricca di bellezze da scoprire e valorizzare, a cui la Regione Lazio continuerà a non far mancare il proprio sostegno”».

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