Dino e Marco, ogni nostra lettera è una lacrima per le vostre giovani e brillanti vite perdute

Una laurea in Medicina appena conseguita con il massimo dei voti dal primo, ed un’altra, sempre in Medicina, ancora da conseguire dal secondo, che avrebbe dovuto discutere la tesi proprio questa settimana. Due grandi traguardi che purtroppo non avranno un seguito, poiché le giovani vite di Dino Palombizio, 25 anni di Pratola Peligna, e Marco Niutta, 24 anni di Ostia, sono state spezzate in autostrada tra Anagni e Colleferro nella notte tra sabato e domenica scorsa, a seguito di un tremendo incidente stradale.

I due ragazzi tornavano da Roccasecca, dove avevano partecipato ad una festa, e viaggiavano, secondo Abruzzo Web, assieme a due ragazze su una Fiat 500 che «ha improvvisamente sbandato urtando contro il guardrail, ribaltandosi più volte e urtando altri veicoli», come riportato da Abruzzo Live. La dinamica esatta dell’incidente stradale è al vaglio della Polizia Stradale, intervenuta sul posto per i rilievi di rito dopo la tragedia. Secondo quanto riportato da Paolo Carnevale su Il Messaggero, i due poveri giovani sarebbero stati sbalzati fuori dall’auto finendo sulla strada e venendo poi investiti da altri veicoli in transito. A seguito dell’impatto sono rimaste ferite cinque persone, che non sarebbero in pericolo di vita.

La notizia della tragica morte dei due giovani universitari ha sconvolto la comunità abruzzese, quella romana, ma anche la nostra provincia sul cui suolo si è verificata la tragedia. Indescrivibile il profondo senso di smarrimento che ha investito tutti noi. Sul profilo Fb di Dino, la cui copertina tra l’altro è stata rinnovata soltanto qualche giorno fa dal povero ragazzo con una splendida immagine che dovrebbe essere la sua festa di laurea, si moltiplicano i messaggi degli amici. Di quella foto, con al centro un ragazzo bellissimo e pieno di sogni grazie alla sua brillantissima laurea in medicina, conseguita alla Sapienza con il massimo dei voti, restano ora soltanto lacrime, tante lacrime. Stessa cosa per Marco, cui il destino ha negato anche la gioia della discussione della tesi.

Guardare le fotografie di questi due bellissimi ragazzi, osservare i sorrisi raggianti dei loro amici, come nel caso della copertina di Dino, un trionfo di gioventù che tutto farebbe immaginare tranne una fine del genere, ci fa sprofondare nella disperazione più totale pur essendo persone lontane fisicamente e soprattutto spiritualmente dalle famiglie dei ragazzi, che ora dovranno trovare forze sovrumane per riuscire a superare una prova così dura.

Scrive una ragazza sul profilo di Dino: «… in certi casi il silenzio è l’espressione migliore perché le parole farebbero solo rumore…». Vero, ma quelle che abbiamo scritto non sono parole: al contrario, ogni lettera di questo testo è una lacrima che solca e consuma ancora il nostro cuore, già provato ripetutamente in questa estate di morte che, per l’ennesima volta, ci ha lasciato con le mani tra i capelli a tormentarci sulla precarietà e la volatilità di tutti i nostri progetti e sogni, per noi e per le persone che amiamo. Alle famiglie di Dino e Marco, le nostre più sentite condoglianze.

Redazione Frosinone24

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