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sabato 3 marzo 2012

Dichiarazioni del Sindaco di Frosinone Marini al PDL

Il Sindaco di Frosinone, Michele Marini, in seguito alle continue dichiarazioni discriminatorie del PDL ci tiene a mettere i puntini sulle i e dichiara:

Vedo sui giornali e vedo su alcuni manifesti affermazioni di puro stampo moralistico e mi domando: ma da quale pulpito viene questa predica?!

L’Amministrazione, che i candidati del PDL e gli altri miei avversari che da poco hanno trovato una collocazione, vanno denigrando, con parole che respingo al mittente, non è composta solo dal Sindaco, ma anche dagli Assessori e dai consiglieri comunali, e mi risulta che i rappresentanti degli schieramenti avversi stiano facendo e dicendo di tutto per accaparrarsene alcuni all’interno delle loro liste, e si tratta proprio di alcuni di quelli dei quali hanno chiesto, e non molto tempo fa, le dimissioni.

Sicchè  trovo assurdo che vadano in giro propalando insulti per una amministrazione, di cui si accingono a riproporre alla fiducia degli elettori frusinati, persone che ne hanno fatto parte per anni, ma stavolta sotto un simbolo diverso (il loro), pensando che questo fatto, da solo, restituisca ad ognuno la piena verginità, mentre chi rimane al suo posto con coerenza diviene una specie di appestato.

Ma con quale faccia osano chiedere le mie dimissioni quando non si sono mai sognati di farlo agli alti esponenti del loro partito, coinvolti da inchieste pesantissime, che vanno dalla corruzione dei Giudici a quella dei testimoni, dai reati contro la P.A. a quelli di associazione a  delinquere di vario genere, non esclusa quella mafiosa e camorristica: questi loro capi non solo non li hanno mai neppure criticati, anzi li hanno diligentemente e costantemente difesi, sostenuti ed votati, magari accusando al loro posto i Giudici che li inquisivano di vari crimini  (terrorismo ideologico, deformazione antropologica, associazionismo sovversivo, eccetera)!

Per muovere certe critiche e certe richieste occorre avere le carte in regola, e non già essere specialisti nel fare esercizi di pura ipocrisia politica.

Frosinone non è mica Manhattan, tutti ci conosciamo e tutti sanno chi sono io, dove sono nato, dove e come  vivo: quindi, se hanno di meglio da presentare agli elettori, scrivano nome e cognome e ci confronteremo sulla pubblica piazza, davanti ai cittadini, ognuno con la propria storia e la propria coerenza  politica, con la propria correttezza umana e politica, il proprio disinteresse per gli affari privati, la propria dedizione  alla cura degli interessi della cittadinanza di Frosinone ed il rispetto del pubblico denaro in ogni occasione.

Io sono pronto: aspetto una chiamata che, sono sicuro, non arriverà mai!

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