martedì 20 marzo 2012

Dialmi (IDV): Marini sordo al dialogo, riscatto e rinnovamento con Marzi

“Tutti i nodi vengono al pettine. E questo anche Marini lo sa”, ha
detto Fabio Dialmi, candidato nella lista dell’Italia dei Valori nelle
consultazioni amministrative del prossimo maggio. “Fare finta di
niente e ripetere a sé stesso che tutto va bene, che sono gli altri a
sbagliare, è il ritornello a cui il sindaco ci ha abituati e a cui,
francamente, ormai non crede più nessuno. Dare dell’incoerente a chi,
per rispetto degli elettori, ha inteso ultimare il suo mandato
sostenendo anche con grande sofferenza una maggioranza asfittica e
allo sbando, è  in linea con il pensiero di un sindaco che, in cinque
anni di governo cittadino, è riuscito a frantumare un centrosinistra
che mai nella storia politica di Frosinone era riuscito ad ottenere
consensi così elevati. Invece di recitare il mea culpa, Marini accusa
adesso chi lo molla per le ragioni politiche e amministrative che gli
sono sempre state segnalate in tutti i modi ed in tutte le sedi.
Piuttosto che ascoltare le critiche costruttive mosse in questi anni,
si è preferito eludere i problemi e snocciolare continuamente cifre
relative ad investimenti e opere pubbliche di cui soltanto lui è a
conoscenza. I famosi 70 o 80 milioni di opere pubbliche calati sulla
città, dove sono? I lavori sulla Monti Lepini sono al palo perché sono
state consegnate all’impresa soltanto il 40% delle aree. I lavori per
il nuovo teatro comunale non sono mai partiti, andate a vedere per
verificare. L’ascensore inclinato è opera dell’era Marzi, Marini ci ha
messo due anni per renderlo funzionante. Il contratto di quartiere e
la scuola ai Cavoni si riferiscono sempre all’epoca Marzi. I lavori di
messa in sicurezza degli edifici scolastici sono fermi. A questo
proposito, sindaco Marini e suo fedele assessore Paris: la scuola
elementare “Dante Alighieri” quando sarà liberata dal cantiere? Quale
altra balla vi inventerete adesso? Marini  – ha proseguito Dialmi –
dice di poter fare tranquillamente a meno di chi, oggi, non ha più
motivi di sostenerlo. Noi e la città faremo volentieri a meno di lui.
L’esito delle prossime elezioni amministrative dimostreranno chi sarà
il prescelto della cosiddetta “società civile” a cui Marini pensa di
affidarsi per colmare il vuoto che gli si è creato attorno. La società
civile sceglierà il candidato a sindaco che ha dimostrato di anteporre
al populismo spicciolo, alle pacche sulle spalle e alla propaganda
fine a sé stessa, l’interesse della città, del suo sviluppo globale,
della sua voglia di riscatto e di rinnovamento. E questo candidato è
Domenico Marzi”.

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