21 gennaio 2013 redazione@ciociaria24.net

Crisi idrica a Frosinone, in tribunale il 20 marzo. Ottaviani: “Situazione non più tollerabile”

Un accertamento tecnico preventivo, da parte di un perito nominato dal Tribunale di Frosinone, dopo la richiesta del Comune capoluogo, per capire finalmente quali siano le ragioni della quasi cronica carenza di approvvigionamento idrico sulla città di Frosinone. Il 20 marzo prossimo, infatti, si terrà l’udienza nella quale il presidente del Tribunale di Frosinone conferirà un incarico tecnico all’ing. Fabrizio Maria Fabbricini di Roma per venire a capo di quelle che sono le reali motivazioni dell’abbassamento dei livelli di erogazione dell’acqua, riscontrando e determinando natura, entità e costi degli interventi per ripristinare una situazione di normalità.

Come si ricorderà, infatti, la scorsa estate, la città di Frosinone venne colpita da un’eccezionale carenza idrica che determinò l’interruzione del flusso idrico per diverse ore durante il giorno e la notte in tanti quartieri. In una riunione del 3 luglio 2012, il Sindaco Nicola Ottaviani, con l’intenzione di affrontare e tamponare le emergenze, convenne con il gestore del servizio idrico di istituire una task force mista tra tecnici comunali e di Acea per monitorare il territorio per realizzare una mappatura delle criticità, ed Acea assicurò interventi con autocisterne, entro 5 ore dalle segnalazioni, nelle situazioni di particolare disagio. Ora, poiché la situazione di carenza idrica protrattasi per mesi, oltre che foriera di disagi e disservizi, ha creato un pericolo sotto il profilo igienico-sanitario suscettibile di riproporsi anche in futuro, il Comune ha manifestato l’interesse a capire da cosa dipendano effettivamente i disservizi, per agire eventualmente in danno nei confronti di chi si sia reso responsabile di inadempienze contrattuali.

Francamente – ha dichiarato il Sindaco Nicola Ottaviani – la situazione non era più tollerabile. Siamo sempre stati convinti della bontà di un dialogo costruttivo con il gestore del servizio idrico nell’interesse della cittadinanza, ma alla fine ci siamo ritrovati soli nel voler risolvere i problemi. Abbiamo deciso, quindi, di chiedere al tribunale di nominare un perito, perché abbiamo avvertito la necessità di avere dei punti fermi in un quadro confuso e incerto sulle cause della carenza idriche. Solo in questo modo, sarà possibile avere certezza sulle responsabilità e sulle cause dell’abbassamento dei livelli di erogazione del’acqua nelle case che, peraltro, non può conciliarsi con le bollette di queste giorni relative al pagamento di importi addirittura per consumi futuri”.

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