CGIL-SLC: ristrutturazione del recapito in Poste Italiane e le sue ripercussioni in provincia

Partirà il prossimo 24 giugno la ristrutturazione dei servizi di recapito in Poste Italiane, nei prossimi giorni si riunirà la commissione tecnica paritetica per valutare la fattibilità dei tagli di zona presentati dall’azienda, il tutto in conformità con quanto previsto nell’accordo regionale sottoscritto lo scorso sei maggio. «Ci lasciano basiti dichiarazioni della Uil rilasciate alla stampa qualche giorno fa» spiega Martina Tomassini della Slc Cgil «la ragione per cui si continui a giocare sull’ansia dei dipendenti, loro malgrado coinvolti in una pesante ristrutturazione aziendale, di fatto non ci è chiara: secondo l’accordo, infatti, i tagli saranno in numero di trentasette (e non 46 come riportato dalla Uil) e questo dato è stato fissato in un accordo nazionale il 28 febbraio dove peraltro non è affatto previsto il recapito a giorni alterni per la nostra regione.»

«Per ciò che concerne poi le ricadute occupazionali», continua il segretario della Cgil,  «c’è da sottolineare come tutte le misure predisposte operino su base esclusivamente volontaria, non imponendosi a nessun lavoratore aut-aut che lo costringano a fare delle scelte, e ciò dovrebbe saperlo bene proprio Stefano Angelini (autore di una diversa versione) che al tavolo ne ha preteso trascrizione anche sull’accordo regionale, non ritenendo sufficiente il rimando al quello nazionale. Se la segreteria regionale della Uil ha letto un accordo diverso, ha fatto bene a non firmarlo, ma di fatto ciò che le altre cinque organizzazioni sindacali hanno sottoscritto con l’azienda non corrisponde allo scenario da costoro prospettato.»

«Si prospetta un periodo di intenso lavoro di valutazione e monitoraggio» sostiene il segretario generale della Slc Cgil, Giuseppe Di Pede «esasperare gli animi o giocare sulla pelle dei lavoratori non è certo il modo migliore per iniziare. La cosa che spiace è che l’azienda davanti ad accuse gravi che potrebbero incidere sulla tenuta del mercato, anche questa volta tace e non difende una ristrutturazione resa necessaria per il settore del recapito».

 

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