Centro massaggi “HOT”: spuntano i nomi degli insospettabili clienti

Questo quanto pubblicato ieri dal quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi, in un articolo a firma di Carmela Di Domenico.

«Giovanissimi, studenti e operai. Ma anche qualche professionista del Cassinate. Il portafoglio dei clienti dei centri estetici chiusi mercoledì per sfruttamento della prostituzione dai carabinieri a Piedimonte e ad Anagni sembrerebbe essere pieno di insospettabili. Di mariti in cerca di un massaggio particolare, ma anche di coppie a dir poco incuriosite dal servizio offerto. E nei confronti delle quali erano previsti anche sconti favolosi.

A qualche ora dall’operazione dei carabinieri della Compagnia di Cassino (portata a termine a quattro mani, in collaborazione con i colleghi di Anagni agli ordini del capitano Meo) gli habituè dei beauty center del piacere hanno cominciato a tremare. Nessuna categoria esclusa. Mariti e padri affettuosi potrebbero incontrare non poche difficoltà nel tentativo di spiegare alle proprie consorti e alle proprie figlie la loro “partecipazione” al massaggio fuori dal comune finito nel corposo fascicolo d’inchiesta.

A finire sotto la lente dei militari del Norm coordinati dal tenente Esposito – agli ordini del capitano De Luca – due attività di Piedimonte e di Anagni gestite da un trentaseienne di Marcianise, ora ai domiciliari. Accanto al suo nome, nell’ordinanza del gip di Cassino è finito anche quello di una quarantaquattrenne del Sorano che «avrebbe collaborato attivamente con il giovane» nella gestione dei centri hard.

Le operatrici, tutte italiane e tutte professioniste della bellezza, sarebbero state reclutate su internet con la presentazione di un curriculum e previo colloquio. Da cinquanta a centoventi euro a massaggio: un vero e proprio tariffario nelle mani delle ragazza che, dietro un compenso extra, offrivano molto più che un servizio estetico. Almeno secondo le risultanze dell’Arma.

Massaggi olistici, trattamenti relax ed energie tibetane seguendo la filosofia tantrica tra le maggiori richieste a cui, secondo i voleri della clientela, potevano far seguito ben altre richieste fuori dal listino normale. Nulla di più semplice.

L’indagine si inserisce sullo stesso binario che nell’agosto scorso portò i militari a trarre in arresto la proprietaria di un centro estetico in via Sferracavalli, a Cassino, sempre per sfruttamento della prostituzione. Al trentaseienne di Marcianise – finito ora ai domiciliari – è stato contestato anche l’esercizio di case di prostituzione. Sarà la sua difesa a dover chiarire la sua posizione e smontare la pesante tesi accusatoria».

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