CASSINO – Tribunale “ramo secco”, Abbruzzese contro Ministro: Decisione da rivedere nelle commissioni parlamentari

“Inserire il tribunale di Cassino tra i 37 ‘rami secchi’, così come li ha definiti il ministro della Giustizia Severino, vuol dire rivelare una grossolana incapacità nell’individuazione di ciò che serve davvero ai territori e al Paese”. Così Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, commentando il decreto appena approvato dal Cdm sul riordino delle sedi giudiziarie. “E ci si nasconde dietro un dito, quando si afferma che questo taglio servirà a migliorare i servizi per i cittadini. Una giustizia che funzioni ha bisogno di ben altre riforme, ha bisogno per esempio di un sistema di regole che non permetta di dilatare i tempi di un giudizio fino a dieci anni. Questo è quello che chiedono i cittadini. E mi chiedo – ha continuato Abbruzzese – come si faccia a pensare che il sistema giudiziario possa minimamente migliorare unendo carichi di lavoro, già particolarmente pesanti per un solo tribunale. Siamo all’assurdo”. “Motivo per cui non solo io, ma in tanti, abbiamo portato avanti una battaglia in questi mesi per difendere il presidio giudiziario della città di Cassino e di tutto il Lazio Meridionale, un tribunale che garantisce da anni un ottimo servizio alla collettività. Non è da un calcolo matematico che risolveremo i problemi del sistema giudiziario di questo Paese. Mi auguro quindi, come sostiene l’onorevole Enrico Costa capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, – ha concluso Abbruzzese – che si ritorni ad aprire un dibattito nelle Commissioni parlamentari su quella che ritengo una decisione da rivedere”.

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