Caso Fiorito: il Sindaco di Anagni, Carlo Noto, all’attacco: “Sono indignato per come si stia sputando fango sulla città”

Il dottor Carlo Noto, Primo Cittadino della Città dei Papi, interviene sulla delicata vicenda legata al caso “Fiorito” che da giorni tiene Anagni sotto l’assedio di telecamere e cronache mediatiche.

Facile “cavalcare l’onda” e invocare le dimissioni del Sindaco: ma io ho delle responsabilità verso la città e intendo portare avanti il mio mandato, “almeno” per i prossimi 18 mesi. Certamente non mi dimetterò perché lo chiedono le minoranze: se mai dovesse succedere sarà la maggioranza, con la quale sono al governo della città dal 2009, a volerlo. Portare avanti il mandato amministrativo, credo che sia doveroso ma soprattutto che rappresenti anche un gesto di estrema responsabilità e di coerenza, perché stiamo cercando di rispettare gli impegni presi e di portare avanti quanto voluto dai cittadini.

Ma soprattutto, credo che sia giusto scindere le responsabilità, come nel caso della vicenda Fiorito. Come ho già detto, chi sbaglia è giusto che paghi, ma sarà solo il percorso giudiziario a determinare il giudizio finale: fino ad allora credo non sia giusto né puntare il dito né approfittare subdolamente della vicenda per condizionare chi oggi amministra la città. Tra l’altro non sono io sotto accusa né lo è il mio operato: questo concetto forse non è chiaro all’opposizione!

Per quello che riguarda i miei collaboratori, vale lo stesso principio: se il percorso giudiziario, verso il quale ho da sempre massima fiducia, stabilirà colpe e condanne, sarò il primo a rimuovere da incarichi politici e amministrativi chi oggi è al mio fianco.
Non ritengo giusto approfittare in questo modo di una situazione così delicata, e soprattutto ritengo ancora più grave solo pensare ad una ipotesi di commissariamento per la nostra città, già tormentata da troppe criticità.

Non ricordo, invece, che in passato, quando ci furono vicende simili che coinvolsero Assessori allora in carica, furono richieste così insistentemente le dimissioni dell’allora sindaco di centro sinistra: ma questo, forse, vale solo per il centro destra. Invece sono io oggi a dovermi appellare al senso di responsabilità di chi cerca di “fare politica” in questo modo, suggerendo di evitare una volta per tutte questi subdoli escamotage per colpire chi oggi è al governo della città. Per quello che riguarda Anagni, invece, è arrivato il momento di farla finita, e di evitare anche in questo caso di continuare ad infangarne il nome e di sbeffeggiarla in questo modo!

Sono veramente indignato per come si sta “sguazzando” in questa vicenda per “sputare fango” su una città che è stata sempre fiore all’occhiello della Ciociaria, con un invidiabile patrimonio artistico, culturale e storico di livello internazionale! Ebbene, ho già interessato i miei legali perché si proceda contro chiunque in questi giorni sta contribuendo a dipingere un quadro desolante della nostra meravigliosa Anagni, “prendendosi gioco” persino del nostro patrono. E’ giusto che si prendano i dovuti provvedimenti verso chi “offende” ed ha offeso la nostra città: siano giornalisti, siano cittadini, siano persone che cercano 5 minuti di gloria.

Mi dispiace vedere tanto accanimento e tanta cattiveria in giro, ma soprattutto è arrivato il momento di smetterla e di stoppare chi, con estrema ipocrisia, oggi tenta di spendere parole a difesa di Anagni, quando invece in maniera subdola e meschina ha ben pensato di contattare troupe di emittenti ben note con tendenza chiaramente “filosinistra”: e di questo ne ho testimonianza diretta! Ribadisco che porteremo avanti una battaglia legale verso chiunque oltraggi la città: non intendiamo accettare diffamazioni e resoconti inventati o di parte, per niente rispondenti al vero.

In un momento già particolarmente segnato da risonanti criticità, credo che invece sia giusto ricordare e ribadire che Anagni è anche e soprattutto altro: Anagni è la storia, Anagni è la meraviglia delle bellezze che la caratterizzano; Anagni è arte in tutte le sue forme; Anagni è talenti, grandi nomi, artisti, donne e uomini famosi. Una città che non vogliamo più ricordare solo per il già famoso “schiaffo” ma che negli ultimi dieci anni abbiamo voluto lanciare in pole position non solo nel panorama territoriale: lo abbiamo fatto restituendole il giusto ruolo alla Borsa Internazionale del Turismo a Milano; lo abbiamo fatto esportandone il nome all’Estero; lo abbiamo fatto realizzando eventi unici e di richiamo; stagioni di festival, concerti, spettacoli, rassegne canore, musicali e artistiche; lo abbiamo fatto celebrando la storia e le ricorrenze con palinsesti unici; lo abbiamo fatto cercando di dare nuovo impulso al turismo e ai settori enogastronomici. E il nostro impegno procederà in tal senso: continuando a lavorare per far crescere Anagni, e se serve lotteremo con le unghie e con i denti per difenderla da questa ondata mediatica negativa e insalubre, che le persone di buon senso avrebbero già dovuto arrestare se davvero volessero bene alla propria città.

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