12 settembre 2015 redazione@ciociaria24.net

Omicidio Bondatti: la ricostruzione dei fatti diffusa nella conferenza stampa dei CC di Frosinone

Si è svolta oggi pomeriggio alle 14 presso il Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone alle ore 14,00 odierne, una conferenza stampa nel corso della quale sono stati illustrati i dettagli delle indagini che hanno portato al fermo di un 67enne di Ferentino. Questa la ricostruzione dei fatti diffusa dai Militari dell’Arma.

arma 2 e 3 CINGHIALE

«In data 12 settembre 2015, in Frosinone, i Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Frosinone in collaborazione con quelli della Compagnia di Anagni e della Stazione di Ferentino, sottoponevano a fermo di indiziato di delitto per “omicidio colposo, costruzione, detenzione e porto di arma clandestina e omissione di soccorso” un 67enne di Ferentino. I militari operanti a seguito di ininterrotte attività investigative avviate a seguito del rinvenimento del cadavere di un 63enne avvenuto sempre in Ferentino lo scorso 10 settembre, hanno permesso di acquisire, inizialmente indizi e, successivamente, gravi elementi di reità a carico del fermato in ordine al tragico evento. In particolare, attraverso una penetrante attività informativa negli ambienti dei cacciatori del luogo, il sopralluogo e la ricostruzione della scena del crimine che forniva ulteriori preziosi elementi conoscitivi, l’escussione di familiari della vittima e vicini, servizi di osservazione e pedinamento consentivano di inquadrare il delitto nell’ambito della caccia ai cinghiali di frodo attuata in tempi e orari non consentiti e con artigianali e rudimentali congegni di sparo e cattura, illecita attività cui erano dediti sia la vittima che il fermato. Quest’ultimo trovato in possesso di tre congegni atti allo sparo artigianali, tra cui quello da cui era partito il colpo che aveva attinto mortalmente il 63enne. Sostanzialmente si appurava che il fermato aveva collocato tale trappola esplosiva nella serata del 9 settembre u.s. su un cosiddetto “passo del cinghiale”, piccolo e stretto sentiero situato a ridosso tra la sua proprietà e quella del terreno ove era stato rinvenuto il cadavere del predetto. La vittima recatasi sul posto per eseguire un sopralluogo in occasione dell’approssimarsi della stagione di caccia al cinghiale azionava, involontariamente, il dispositivo di cui sconosceva sia il posizionamento che l’esistenza, venendo attinto all’arteria femorale. L’arrestato, rintracciato dagli operanti presso la propria abitazione, ammetteva le proprie responsabilità in sede di interrogatorio condotto dal magistrato inquirente, collaborando nel rinvenimento delle tre armi rudimentali, occultate in un terreno di sua proprietà sito in Ferentino. Nel corso della perquisizione eseguita presso la sua abitazione venivano inoltre rinvenuti e sottoposti a sequestro nr. 3 fucili da caccia regolarmente denunciati, un consistente munizionamento di vario calibro, vari pallettoni sfusi impiegati specificatamente nella caccia al cinghiale nonché stoppacci utilizzati come tappo per la chiusura delle cartucce ricaricate artigianalmente ed un tubo in zinco tagliato ad hoc, utilizzato dai bracconieri come canna (vivo di volata) per realizzare artigianalmente i congegni di sparo».

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