10 ottobre 2012 redazione@ciociaria24.net

Antonio Abbate: “Tagliare sì i costi della politica, ma a tutti i livelli e senza penalizzare i territori”

Antonio Abbate, segretario provinciale de la Destra, interviene sugli ultimi provvedimenti adottati dal Governo  “Sono senz’altro da salutare positivamente gli ultimi provvedimenti approvati dal governo in tema di riduzione dei costi della politica. Troppo il malcostume annidato tra le pieghe del governo degli enti locali e del sottobosco che di questi ultimi è contorno.

Credo, però, che tali provvedimenti siano stati dettati dall’urgenza del momento e non tengano conto di diversi aspetti, per cui andrebbero rivisti soprattutto alla luce del principio di rappresentatività dei territori. In primo luogo va ripensata l’idea della politica e dei suoi interpreti. Non bastano solo misure draconiane contro gli sperperi, occorre una rivoluzione morale, attraverso una ritrovata capacità di informare all’etica i comportamenti di quanti, eletti alla gestione della cosa pubblica, abbiano quale priorità il conseguimento del bene comune. Si possono anche stabilire misure eccezionali anticorruzione, ma se non cambiano gli interpreti, la musica sarà sempre la stessa. Ritengo poi alquanto populista la tesi di quanti, in nome di un non meglio specificato risparmio di spesa, plaudono all’indiscriminato taglio dei livelli minimi della politica che il governo ha realizzato. In particolare, il taglio dei consiglieri regionali e l’insana proposta di riordino delle province. Ha compreso la massa dei plaudenti a queste iniziative che se si riduce il numero dei consiglieri regionali, il nostro territorio provinciale, che oggi esprime 5 parlamentari, vedrà pericolosamente assottigliata la potrà capacità di tutela politica? Ha riflettuto sulle conseguenze negative che sul territorio produrrà il ridimensionamento del ruolo dell’Ente Provincia? Il plauso “coram populo”, una volta intese le conseguenze di tali provvedimenti, dovrebbe trasformarsi in lamento, perché si traduce per le nostre popolazioni in un venir meno della presenza istituzionale, già difficoltosa visti i tagli agli Enti locali. Infine, e questo è il vero e proprio scandalo frutto di una doppia morale, l’azione di contenimento della spesa del Governo non tocca il Parlamento nazionale, che rimane con i privilegi e la prebende intatte, mentre si accanisce, senza peraltro indicare la portata di benefici, su strutture come le Province che costituiscono il vero baluardo di difesa dei territori. Un errore clamoroso che definisce un doppio binario della politica: uno che continua a viaggiare in prima classe, senza curarsi delle esigenze dei cittadini e l’altro, già collocato in seconda o addirittura terza classe, insieme alle comunità, che viene ridotto a vagone merci”.

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