Antonello Iannarilli analizza la situazione politica del Popolo della Libertà

Le iniziative autonome a cui stiamo assistendo in questi giorni, cominciano a suonare come delle provocazioni a cui il ruolo di Commissario del Popolo della Libertà mi impone di non cedere. Il mio compito oggi è quello di delineare, in modo condiviso, la linea programmatica e organizzativa del nostro Partito. Partito che, nonostante gli scandali, è riuscito ad ottenere un eccellente risultato con il contributo di tutti, nessuno escluso! Da qui si riparte, ma alla luce del sole e con trasparenza.

Vivere di continuo e da sempre a contatto con la gente comune, piuttosto che nei salotti, mi ha permesso di non estraniarmi mai dalla realtà, ed è proprio questa gente che mi chiede oggi di andare avanti coinvolgendo nuove energie e risorse umane, affinché si torni ad esser presenti in tutti i comuni, interpretando la volontà di quei cittadini che si aspettano e pretendono da noi, giustamente, un rinnovamento che non si può sintetizzare in un mero e semplice ricambio generazionale.

Sarebbe limitativo pensare che si possa attribuire all’avere 20 o 50 anni la soluzione che scongiuri il fallimento delle imprese, per i padri di famiglia che perdono il lavoro e la casa, per le persone che non riescono a pagare le bollette o i mutui, per i figli che hanno smesso di sperare in un futuro diverso. Il Partito che oggi rappresento deve assolutamente condurre una politica diversa , che non sia quella delle lotte intestine e delle poltrone, ma quella delle grosse tematiche e problematiche che affliggono la nostra terra, e che richiedono mai come ora, maturità, senso di responsabilità e coesione. Ciò dovrà essere perseguito con la sinergia dell’esperienza e della forza dei più giovani e dei meno giovani. Andrà quindi condotta una severa politica di moralizzazione e trasparenza, anche tra le nostre fila, senza sconti per alcuno. La gente comune questo vuole da noi, ed ha il diritto di pretenderlo dalla politica, altrimenti sceglierà bene di allontanarsene.

Il vero cambiamento a cui dobbiamo puntare è questo. Cambiamento vuol dire maggiore presenza del Partito e di tutte le sue anime, coinvolgimento dei giovani nell’affrontare le difficoltà che vivono gli amministratori locali, ad oggi con le casse vuote e l’impossibilità di fornire risposte concrete ai propri concittadini. Non possiamo lasciar soli i tanti Sindaci che non hanno più risorse e devono, ad esempio, affrontare le emergenze idrogeologiche emerse in questi giorni. Un esempio eclatante è il Comune di Frosinone e il disastro del viadotto Biondi. Vogliamo parlare di nomine? Facciamolo, anche se queste cose alla gente poco interessano e dovrebbero essere discussioni interne…c’è bisogno di una struttura politica efficiente ed efficace! Apriamo le porte e responsabilizziamo i tanti che possono, anche nelle rispettive professionalità, contribuire alla causa comune.

Ma smettiamola di creare confusione con le relative speculazioni del caso, parlando solo di una struttura partitica che a mio avviso non avrebbe senso di esistere, se non si affrontassero prioritariamente i punti critici da risolvere nel nostro territorio. In occasione della prossima riunione del Coordinamento, saremo chiamati a decidere quale linea adottare. Chi ci sarà, si renderà protagonista di tali decisioni, chi sarà invece assente non potrà continuare il gioco sterile delle colpe da attribuire a destra e a manca, appigliandosi alla mancanza di direttive precise per la Regione Lazio, direttive che, non appena chiarite, sarò pronto ad applicare! “Costruire” è l’imperativo non distruggere!

E’ quanto dichiara il Commissario Provinciale del PdL, On. Antonello Iannarilli.
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