Ancora un dramma allo Spaziani di Frosinone: muore una donna. E non è tutto…

Non ce ne voglia nessuno, ma i recenti eventi particolarmente tragici, sommati a quelli politici e raccontati sulle pagine dei giornali e sul web, ci hanno turbato non poco. Dalle morti in corsia ai diverbi in sala operatoria, finanche ai possibili scenari riguardanti la nostra Asl, il quadro della situazione è assai preoccupante.

L’ultimo episodio, in ordine cronologico, è quello riguardante una donna ceccanese di 66 anni entrata allo Spaziani per un intervento di routine e non più tornata a casa. Stando a quanto riportato sul quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi, la donna «non si sarebbe più svegliata dall’anestesia». I familiari vogliono vederci chiaro e per questo «avrebbero presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Frosinone chiedendo alla magistratura di indagare per stabilire con certezza cosa abbia spezzato la vita della loro congiunta e se la morte poteva essere scongiurata. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti anche quella di una possibile emorragia interna seguita all’intervento chirurgico».

Soltanto qualche giorno fa, tra l’altro, l’Azienda aveva chiarito ufficialmente la vicenda di un altra morte avvenuta nel nosocomio frusinate e quella del diverbio al S. Scolastica, con protagonisti un anestesista e due infermieri. Ciononostante, i commenti della gente comune sulla nostra sanità sono sempre più eloquenti, sovente agghiaccianti. La paura di essere vittime di un errore all’interno di una delle nostre strutture è un sentimento abbastanza diffuso e spinge inevitabilmente le persone a recarsi altrove, dalle mamme che partoriscono a Roma o fuori regione a coloro che scelgono di farsi seguire privatamente, o addirittura percorrendo centinaia e centinaia di km. Chiaro che non bisogna generalizzare, ma una tale frequenza di problemi non può non far scattare qualcosa nella mente dei cittadini.

Non è tutto: venendo alla politica, si dice che la Prof.ssa Matrobuono potrebbe essere l’ultima manager della Asl di Frosinone (o comunque una delle ultime), e che la stessa azienda verrebbe accorpata a quella di Latina (clicca qui per leggere). Che dire poi della fantomatica provincia unica con capoluogo sempre nella città pontina, cosa pazzesca dal punto di vista geo-politico? È evidente che non si può continuare così, ma è anche vero che nessuno finora, nel panorama politico dell’intera provincia di Frosinone, ha avuto il coraggio di mettersi veramente di traverso per impedire l’arrivo a destinazione del treno che conduce alla desertificazione totale questa nostra terra, non solo dal punto di vista sanitario.

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