mercoledì 14 Marzo 2012

Anagni: Nasce il Comitato Sos Convitto Regina Margherita

Parte il Comitato “SOS Convitto Regina Margherita”. Per salvare lo storico Convitto di Anagni dalla morte lenta che, per molti, sarebbe la conseguenza della separazione tra Convitto e Sociopsicopedagogico, visto che il piano di dimensionamento scolastico  ha dal prossimo ano unito l’ex magistrale al Liceo dante Alighieri, lasciando dunque da solo il Convitto.

“Con l’approvazione del piano di dimensionamento scolastico- scrivono i creatori del Comitato-, la Regione Lazio, recependo le indicazioni dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone, contro la legislazione vigente, ha disarticolato le scuole annesse al Convitto Nazionale “Regina Margherita” accorpando i due licei, il linguistico e le scienze umane, al liceo classico “Dante Alighieri”. Ricordiamo che  già nel 2009  l’allora  Istituto magistrale  venne dimensionato e annesso al Convitto Regina Margherita. Dal 2009 la nuova istituzione sta sviluppando un progetto di valorizzazione del convitto per creare al suo interno una proposta organica, sistematica e lineare per realizzare  un ottimale servizio all’educazione, all’ istruzione e alla formazione delle nuove generazioni, in un moderno campus che consenta agli allievi di vivere un’esperienza globale di costruzione della propria personalità. Inoltre con l’istituzione della Scuola media annessa al Convitto il progetto trovava una ulteriore motivazione. Si realizzava nel territorio di Anagni un’esperienza pilota , importante e significativa   di continuità verticale, dalla scuola primaria  alla secondaria di secondo grado. La decisione della Regione interrompe questo esperimento, dopo tre anni di lavoro che cominciava a dare i suoi primi frutti. Una decisione presa senza vere ragioni pedagogiche,  che non dovrebbero mai  mancare in un piano di razionalizzazione. Inoltre il timore è che staccando il Liceo dal Convitto si voglia operare uno smantellamento graduale e sistematico del Convitto stesso. Infatti autorizzando questa azione di depauperamento non solo si vanifica il lavoro fatto, ma si inizia un percorso che,  togliendo altri servizi, porterà alla fine della storia del Convitto. Del resto l’esperienza della sanità insegna e la storia di Anagni di questi ultimi anni lo dimostra, che quando si comincia a smantellare non si ricostruisce più. Il Convitto ha segnato la storia di questo nostro territorio per oltre centoventi anni e molte generazioni hanno beneficiato dei suoi servizi, allora come oggi. A nostro avviso questa scelta improvvida della Provincia di Frosinone e della Regione Lazio rappresenta una ferita mortale all’esercizio pieno del diritto allo studio per tanti giovani studenti provenienti dal comprensorio, un colpo inferto ad un’istituzione prestigiosa e, di conseguenza a tutto il personale educativo e dei collaboratori che, da anni, prestano la loro opera con professionalità, passione e dedizione in favore dell’educazione e dell’assistenza di tanti nostri ragazzi.

Per questo le famiglie, gli studenti, i dipendenti dell’istituto, insieme ad associazioni, comitati, forze politiche e rappresentanti istituzionali, si sono riuniti lo scorso venerdì 9 marzo, presso l’aula magna dell’istituzione convittuale, per la costituzione del Comitato “SOS Convitto Regina Margherita”. Hanno aderito  in rappresentanza delle rispettive categorie i docenti di ogni ordine e grado, il personale educativo ed  Ata, i genitori degli alunni della scuola media e del liceo, rappresentanti di maggioranza e di opposizione del Consiglio comunale di Anagni, un Consigliere Provinciale e sette rappresentanti del Coordinamento per l’Ambiente di Anagni.

Il sodalizio si impegnerà in difesa del prestigioso Convitto Nazionale Regina Margherita di Anagni e, più in particolare, per promuovere un ricorso al TAR Lazio per chiedere l’annullamento della delibera regionale che accorpa i due licei annessi ad altri istituti scolastici.

Naturalmente- conclude la nota- il comitato ha bisogno anche dell’aiuto di tutti. Per questo verrà chiesto un sostegno economico per affrontare le spese legali e per finanziare la campagna informativa in difesa del Convitto”.

Paolo Carnevale

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