ANAGNI – Consiglio comunale nel piazzale del nosocomio: “L’ospedale non deve chiudere”, il verdetto dell’assise

L’ospedale di Anagni non deve chiudere. Questa la posizione emersa durante il Consiglio comunale aperto del 27 giugno che si è svolto nel piazzale antistante l’ingresso della struttura di via Onorato Capo. Una sede che il sindaco di Anagni Carlo Noto ha definito «significativa perché è in questo luogo che è nata la sanità anagnina». Il primo cittadino è passato quindi ad esporre i dati relativi all’attività del presidio ospedaliero; si tratta di cifre che, se considerate nella loro essenza, dovrebbero escludere nettamente la chiusura della struttura stessa.

«Desidero ribadire la necessità di un presidio ospedaliero per Anagni, anche se mi accontenterei di un buon pronto soccorso che sia in grado di dare certezze di sopravvivenza». I dati elencati dal sindaco sono stati già trasmessi agli uffici regionali competenti in materia: nel primo trimestre del 2012  91.000 sono state le prestazioni interne effettuate, mentre quelle esterne sono state 122.000; in sei mesi si sono registrati 126 day hospital ed oltre 300 interventi nel medesimo periodo, cifra che sale a 1500 se si fa riferimento al 2011.

«Queste cifre – ha aggiunto il sindaco – rappresentano un aspetto positivo del funzionamento del presidio ospedaliero, mentre non giovano all’economia di Anagni e del territorio i 104 trasferimenti di pazienti dalla nostra città in altre strutture limitrofe. Del resto, nella sentenza del Consiglio di Stato si evince chiaramente che la chiusura dell’ospedale di Anagni recherebbe un danno a tutta la cittadinanza che verrebbe privata delle normali esigenze terapeutiche. Il nostro avvocato ha diffidato il direttore generale della Asl di Frosinone Mirabella dal compiere qualsiasi atto in grado di generare un ulteriore depauperamento della struttura». In chiusura, il sindaco ha letto un documento in cui il dottor Mirabella faceva formalmente richiesta alla Regione Lazio della presenza ad Anagni di un primario ortopedico e di una infermiera, richiesta che il governatore Polverini avrebbe preso in considerazione; tuttavia, non è stata ancora formulata un’accettazione formale e scritta della suddetta richiesta.

 

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