Amazon sbarca in Ciociaria? Previsti 2.000 nuovi posti di lavoro

Il colosso mondiale del commercio elettronico vorrebbe un polo logistico nel Lazio e la provincia di Frosinone è in corsa.

Questo quanto pubblicato sabato 18 Aprile sul quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi, in un articolo a firma di Corrado Trento.

“Chissà, tra qualche anno potremmo anche vedere i droni di Amazon  volteggiare sui cieli della Ciociaria. Dove avrebbero dovuto osare gli aerei.

Il colosso statunitense del commercio elettronico ha intenzione di aprire nel Lazio un polo logistico per lo smistamento delle merci nel Mezzogiorno. Un magazzino enorme, uguale a quello che già si trova in Germania. La provincia di Frosinone è tra le aree che potrebbero ospitare questa struttura. Il ruolo del Consorzio Asi Il Consorzio per l’Area dello Sviluppo industriale di Frosinone vuole provare a centrare l’obiettivo.

Giovanni Proia, presidente dell’Asi, dice: «Abbiamo avuto dei contatti con un consulente di Amazon. Non è una partita semplice, ma abbiamo intenzione di provarci fino in fondo, con tutte le nostre forze. Mettendo in campo quello che questo territorio può offrire.  E sinceramente non è poco. Si tratta di un’occasione irripetibile per la provincia di Frosinone».

Ma per riuscire a vincerla questa partita è necessario dare garanzie su settori strategici. Argomenta Giovanni Proia: «Dobbiamo far capire ad Amazon, impresa leader nel mondo per  il commercio  elettronico, che avrebbe dei vantaggi competitivi ad investire nel nostro territorio.  Abbiamo 135  chilometri di fibra ottica sul territorio di nostra competenza. E la fibra ottica è presente in tutti i nuclei che ospitano siti industriali. E poi ci sono anche aree all’altezza della situazione, che superano perfino i 200 ettari. Fra le altre cose dobbiamo tener presente che ci sono anche quelle zone dove erano state previste opere come l’aeroporto e l’interporto.  Insomma, Seattle (ndr: sede principale di Amazon) potrebbe essere molto più vicina di quello che sembra».

Le infrastrutture Il Consorzio Asi ha fatto presente al consulente di Amazon che in questa zona ci sono 3 caselli autostradali  nel giro  di  pochi chilometri e che, oltre all’autostrada, c’è pure un collegamento ferroviario a portata di mano e la superstrada. Oltre ad una serie di ulteriori collegamenti, che possono perfino essere migliorati. Spiega Proia: «Abbiamo messo sul piatto degli elementi oggettivi, per far capire ad Amazon che, con gli stessi costi, qui può avere dei vantaggi maggiori rispetto ad altri territori».

Ovviamente non c’è soltanto la provincia di Frosinone in corsa. Anche Passo Corese, in provincia di  Rieti, si è candidata  ad ospitare una struttura del genere. Le prospettive sono facilmente intuibili viste la caratura e le dimensioni di un gigante come Amazon. Qualcuno ha già ipotizzato 500 posti di lavoro nella prima fase, per arrivare successivamente a 1.000 e 2.000. Ed è evidente che ci sarebbero ricadute positive sul versante economico ma anche culturale.

È una partita complessa, che si snoderà lungo parametri oggettivi: la fibra ottica è fondamentale, così come le infrastrutture.  Senza dimenticare  però anche la  manutenzione delle strade: nell’area industriale di Frosinone e Anagni le condizioni della viabilità vanno migliorate. Ma pure elementi  come l’urbanizzazione delle aree, il cablaggio e l’illuminazione non vanno sottovalutati.

La discrezione innanzitutto. Amazon è un colosso che fattura 75 miliardi di dollari, che ha un utile netto di 274 milioni e conta più di 88.000 dipendenti. È normale che si aspetti cautela e discrezione in una fase come questa. Poi c’è la questione dei possibili vantaggi anche di natura fiscale. Si potrebbero prevedere misure che vadano nella direzione di diminuire o azzerare le tasse locali, magari in proporzione alle nuove assunzioni che potrebbero esserci.

Sarebbe importante che l’intera classe dirigente della provincia di Frosinone facesse squadra per cercare di centrare un obiettivo fondamentale. Forse l’ultima opportunità di rilancio del territorio. In questi anni in provincia di Frosinone tante possibilità sono rimaste soltanto sulla carta: l’aeroporto civile, l’interporto, ma anche la possibilità di avere una fermata dell’Alta velocità. Per non parlare di altri scenari che pure si erano palesati in passato: un Parco giochi, per esempio. Ma tutte le occasioni sono sfumate anche per l’incapacità della classe dirigente locale di remare dalla stessa parte. Di crederci insomma. Non è mai successo, questa è la realtà. E immaginare un cambio di rotta è complicato”.

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