Altre due “morti bianche” sul lavoro, altre due famiglie nella disperazione

Un operaio è caduto sul lavoro la notte scorsa a Roma nel quartiere di Centocelle. Un altro è caduto oggi pomeriggio a Pietracatella (Campobasso).

Il primo lavoratore, 53 anni, apparteneva alla squadra d’emergenza Acea Ato 2, ramo capitolino della multiutility che opera nel settore idrico e dell’energia, ed a quanto pare era intervenuto per alcune operazioni ad una condotta idrica ubicata sotto il livello stradale. Dopo essersi calato in un tombino, purtroppo, non è più riemerso. Sono stati i Vigili del Fuoco, giunti sul posto dopo l’allarme lanciato dai colleghi dell’operaio, ad estrarre il suo corpo. Tra le cause che potrebbero aver provocato il decesso dell’uomo, una inalazione di gas oppure di una carenza di ossigeno. Sulla vicenda indaga la Polizia del Commissariato Prenestino. Il magistrato di turno ha disposto l’esame autoptico sul corpo della vittima, che era originaria di Rocca di Cave, piccolo comune della provincia romana.

Il secondo lavoratore, anch’egli di età intorno ai 50 anni, risiedeva a Riccia, paese ad una trentina di km dal luogo della tragedia, così come gli altri due operai che erano con lui, rimasti feriti e trasportati in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli di Campobasso. I tre sono stati travolti dal crollo della cupola della chiesa Santa Maria di Costantinopoli di Pietracatella, dove da poco sono iniziati lavori di restauro dell’edificio, danneggiato dal terremoto del 31 ottobre 2002, quello in cui crollò anche la scuola elementare di San Giuliano di Puglia, sotto il cui tetto morirono schiacciati 27 bambini ed un insegnante.

Ancora una volta, dunque, siamo qui a parlare di morti bianche, ossia di quelle morti dove «l’uso dell’aggettivo “bianco” – citando la spiegazione data da wikipedia – allude all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’incidente». Queste morti non devono più passare inosservate, perché la vita di un operaio vale esattamente quella di qualsiasi altro uomo, merita i giusti approfondimenti affinché le cause che l’hanno provocata emergano in modo chiaro, ma soprattutto va onorata con un giusto sostegno alle famiglie che a causa di queste tragedie finiscono dall’oggi al domani sul lastrico e nella disperazione.

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