mercoledì 28 ottobre 2015

Alatri, Ferentino, Ceccano, Veroli e Frosinone per migliorare la vita di 150mila cittadini

Frosinone è una città da riprogettare con interventi duraturi, a impatto zero e con la riorganizzazione dei servizi ai cittadini. A dircelo, per l’ennesima volta, è il Rapporto Ecosistema Urbano del Sole24ore e Legambiente che mette il capoluogo ciociaro al 94° posto su 104 province italiane. Altre due posizioni perse rispetto allo scorso anno.

L’intervento regionale sulla frana del viadotto Biondi, presentato qualche giorno fa dal Presidente Zingaretti e dall’Assessore Refrigeri, può rappresentare un primo punto di svolta. Il progetto, finanziato dalla Regione Lazio con 3,5 milioni di euro, riesce a legare il ripristino della viabilità, la messa in sicurezza di tutto il versante franoso e l’abbattimento dell’impatto estetico dell’opera. Così Daniela Bianchi, consigliera indipendente Sel e vice-Presidente della Commissione Cultura della Consiglio Regionale del Lazio.

Tutta la collina sarà terrazzata con l’istallazione di paratie di pali inserite nel terreno e l’istallazione di terre rinforzate, cioè con una struttura interna capace di assorbire le sollecitazioni fisiche. Avremo quindi una collina a gradoni che esternamente appariranno del tutto naturali. Per sostenere la strada del viadotto, oggi in parte crollata, verrà costruito un muro di contenimento alto circa 12 metri. Anche in questo caso, l’impatto estetico sarà quasi nullo, visto che metà della costruzione di cemento armato sarà coperta da terreno e la parte restante da una serie di arbusti e piante appositamente studiate per il progetto. Altri interventi riguarderanno la messa in sicurezza delle spalle del Viadotto e interventi sull’argine del fiume, già avviati dall’Ardis. I lavori avranno una durata stimata in 20 mesi, trascorsi i quali avremo un’opera di ingegneria che possiamo definire green. Sicura, ben studiata e dall’impatto visivo pari a zero, visto che ci restituirà una collina verde e curata, capace di dare una nuova immagine a tutta la città.

A questo punto, vale la pena interrogarsi sul progetto del Comune di Frosinone, un ponte militare provvisorio dal costo di circa 650 mila euro. E’ davvero necessario spendere oltre mezzo milione di euro di soldi dei cittadini per un ponte che sarà in funzione per poco più di un anno? Visti i dati del Rapporto Ecostistema Urbano 2015 che certificano le tante difficoltà della città, non sarebbe più utile dirottare queste risorse su altro, magari su un progetto duraturo che lasci qualcosa alla città, invece di essere smontato dopo pochi mesi? Siamo tutti anche consapevoli che non basterà il ripristino del viadotto Biondi a migliorare di colpo la qualità della vita dei cittadini frusinati.

E allora perché non portare avanti il progetto della grande città intercomunale che possa comprendere Comuni come Frosinone, Alatri, Ceccano, Ferentino e Veroli? Non si tratta di cancellare identità e appartenenza, ma solo di gestire insieme i servizi come la raccolta dei rifiuti, il trasporto locale, di programmare insieme lo sviluppo urbanistico, il traffico cittadino o la gestione delle attività culturali, fino alla partecipazione sempre associata a bandi regionali ed europei. Tradotto: migliori servizi ai cittadini e benessere, migliore qualità degli eventi culturali (ad esempio) e minori spese per le tasche comunali.

Opere durature e lungimiranti, gestione condivisa del territorio, uso efficiente delle risorse pubbliche e capacità di competere a livello europeo con progetti di alto profilo. Sono questi i punti da cui partire se non vogliamo ogni anno ritrovarci tra le peggiori province d’Italia come qualità della vita.

Ufficio Stampa Consigliera “SEL” On. Daniela Bianchi