Alatri cultura: il 5 maggio alla Biblioteca Comunale “Luigi Ceci” presentazione del volume di Antonello Ricci

Il mio nuovo libro.
Quattro anni di lavoro.
La mia appassionata tesi di dottorato in letteratura di viaggio all’Unitus.
Approfondita e arricchita.
Chi mi conosce troverà qualche sorpresa.
Italia napoleonica, anzitutto.
Ciociaria invece di Tuscia.
Pelasgi al posto degli Etruschi.
Un testo che è un crocevia interdisciplinare.
Tema principale l’archeologia preromana.
Ma anche tanta tanta pittura di paesaggio.
E soprattutto: infinite-intriganti “bagattelle” odeporiche e letterarie…

Antonello Ricci

LA SCRITTURA DI VIAGGIO

DI MARIANNA DIONIGI

Una archeologa e pittrice di paesaggio

Dai salotti della Roma napoleonica alle città della Ciociaria

Prefazione di Vincenzo De Caprio

Con un contributo storico-artistico di Daniele Baldassarre

Viterbo, Sette Città 2011 (240 pp. – 10 illustrazioni b/n)

PER SAPERNE DI PIÙ

Dalla mia Presentazione: Marianna Dionigi (1757-1826) fu pittrice di paesaggi, archeologa, animatrice culturale nonché apprezzata scrittrice di viaggio. Pubblicò due libri che le diedero ai suoi tempi una certa fama: un opuscolo di Precetti sulla pittura de’ paesi (1816) e i Viaggi in alcune città del Lazio che diconsi fondate dal re Saturno (1809-1812).

Le conversazioni che si tenevano nel suo salotto romano furono frequentate da antiquari e archeologi, poeti, artisti, personaggi di un’epoca a cavaliere tra istanze neoclassiciste e nuova sensibilità romantica: da Monti a Leopardi, passando per Shelley Visconti Canova.

Alla complessità dell’eclettico profilo intellettuale della Dionigi però, non hanno saputo tener fede i pochi studiosi che se ne sono in seguito occupati. La loro azione risulta infatti puntualmente improntata al principio della reductio ad unum: gli archeologi hanno indagato la sola Dionigi archeologa e antiquaria; gli storici dell’arte la Dionigi artista.

La presente pubblicazione riprende e sviluppa il lavoro di tesi per un dottorato di ricerca in Storia e cultura del viaggio e dell’odeporica nell’età moderna svolto dal sottoscritto nel triennio 2007-2008/2009-2010 (XXIII ciclo) presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi della Tuscia (coordinatore Gaetano Platania, tutor Vincenzo De Caprio). Vi si tenta per la prima volta di restituire un ritratto complessivo della Dionigi, concentrando l’attenzione sull’elemento finora più trascurato della sua opera: la scrittura (particolarmente quella odeporica).

La ricerca ha portato in luce non solo un uso consapevole e letterariamente impegnato della scrittura da parte dell’autrice, ma anche il costante imporsi della sua pagina quale camera iperbarica tra diverse auto-rappresentazioni identitarie spesso in “frizione” tra loro.

Il lavoro si articola in quattro capitoli.

Nel capitolo primo si traccia una biografia “ragionata” della Dionigi: viene mantenuta una impostazione cronologica della narrazione ma i materiali sono organizzati per temi allo scopo di sottrarre quanto più possibile l’indagine a tentazioni agiografiche.

Il capitolo secondo è dedicato alla Dionigi artista e teorica della pittura di paesaggio. Da un lato emerge un vero e proprio “salto quantico” nel suo percorso creativo, segnato dall’esperienza dei disegni per le illustrazioni dei Viaggi; dall’altro un sorprendente reimpiego pittorico della parola letteraria quale forma compensativa e vicaria della pittura stessa.

Con il capitolo terzo si è inteso raccontare la Dionigi archeologa, rileggerne il contributo al dibattito archeologico dell’epoca secondo un paradigma peculiarmente odeporico-letterario: senza cadere insomma nelle insidie di una primazia acriticamente riconosciuta ai contenuti in quanto tali e in una riduzione sub specie archeologica dei Viaggi.

Il capitolo quarto, infine, è dedicato ai Viaggi considerati sotto il profilo squisitamente odeporico-letterario.

 

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