Acqua: gli attivisti del Movimento Cinque Stelle lanciano una proposta per il dopo Acea

“Bisogna iniziare a pensare seriamente a un dopo ACEA, se la volontà dei Sindaci rimane quella manifestata nell’ultima assemblea, non possiamo farci trovare impreparati. Bisogna individuare delle soluzioni alternative.” – A dichiararlo è la rappresentanza del tavolo provinciale acqua pubblica del M5S. L’ultima assemblea dei sindaci ha sancito l’ultimatum ad Acea, o adempie entro settembre oppure se ne deve andare. – “Chi gestirà il servizio idrico integrato nella auspicabile ipotesi che Acea ato5 Spa sia costretta ad andarsene? Qualcuno dei sindaci della Provincia di Frosinone oppure qualche lungimirante politico di quelli che calcano la scena ormai da decenni si è posto il quesito di chi sostituirà Acea?

Sappiamo che i politici di questo territorio non hanno mai brillato per lungimiranza e la programmazione dello sviluppo del nostro amato territorio provinciale è spesso lasciata al caso. Le cabine di regia politiche che di volta in volta si sono avvicendate hanno spesso portato avanti progetti in modo disordinato e confuso con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.” – Nasce dunque dagli attivisti 5 Stelle del territorio la voglia di offrire un contributo concreto, raccogliendo una sfida tanto difficile quanto non impossibile.

Ed è per questo che sabato il Tavolo Acqua Pubblica si è riunito a Frosinone illustrando ai numerosi attivisti e al portavoce del territorio Frusone, un progetto di gestione dell’acqua tramite la costituzione di un Impresa Sociale nella forma giuridica della SPA ad azionariato popolare. – “Spieghiamo in breve gli elementi essenziali della proposta illustrata: l’impresa sociale è un’organizzazione privata con finalità di interesse generale. Per garantire ciò, vi è il divieto della distribuzione degli utili ed il divieto assoluto di remunerazione del capitale investito. Sarebbero dunque gli utenti stessi del sistema idrico a capitalizzare la società ed a permettere l’avvio e la successiva gestione, considerando infatti la numerosità degli utenti, che in provincia ammontano circa a 185.000.

Si otterrebbero tariffe più basse ed una gestione più efficiente del servizio e si eliminerebbe alla radice il problema del lucro sulla gestione del servizio idrico. Impresa sociale vuol dire quindi partecipazione nelle decisioni che toccano direttamente i soci cittadini e vuol dire soprattutto riappropriarsi direttamente delle scelte strategiche del servizio idrico, degli investimenti da effettuare, delle tariffe sociali da stabilire per le famiglie in particolari difficoltà.” – “Abbiamo intenzione per settembre di organizzare un incontro pubblico, al quale inviteremo tutti i sindaci della provincia, dove presenteremo nei dettagli la nostra proposta, che crediamo possa essere un punto di partenza su cui incardinare un’alternativa concreta alla gestione di ACEA. Auspichiamo che tale proposta sia valutata nel merito e approfondita, dalla nostra avranno la massima disponibilità e collaborazione sotto tutti gli aspetti. Inoltre è nelle nostre intenzioni presentare questa proposta anche a Roma, per dare un contributo nel grande progetto di ripubblicizzazione dell’acqua.”

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